Bonus 2021: tutte le novità per imprese e professionisti!

Importanti agevolazioni fiscali e crediti d’imposta sono stati introdotti nel 2021 dalla Legge di Bilancio, al fine di garantire il sostegno alle imprese, favorendo così la ripresa economico-finanziaria dello Stato italiano nel post Covid-19.

A tal proposito, per agevolarne la comprensione e l’analisi, riportiamo di seguito una check-list delle misure più importanti, divise per ambiti di intervento, a sostegno della ripartenza del tessuto imprenditoriale del nostro Paese!

Approfitta di questa importante opportunità con l’agevolazione che fa al caso tuo!

Credito d’imposta R&S Innovazione e Design

  • Riferimenti normativi: legge di Bilancio 2020, art. 1, commi da 198 a 209; Legge di Bilancio 2021, art. 1, comma 1064, lett. a)-h).
  • Scadenza:31 Dicembre 2022.
  • Soggetti beneficiari: tutte le imprese per gli investimenti in attività di ricerca, sviluppo, innovazione e design effettuati nel 2021 e 2022.
  • Misura ed oggetto del beneficio: L’agevolazione fiscale riguarda le seguenti attività:
  • Ricerca e sviluppo: il credito è riconosciuto nella misura del 20% della relativa base di calcolo, nel limite massimo di 4 milioni di euro.

Per le imprese operanti nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia nonché nelle regioni Lazio, Marche e Umbria colpite dagli eventi sismici del 2016 e 2017, la misura del credito di imposta è elevata al 25% per le grandi imprese, al 35% per le medie imprese e al 45% per le piccole imprese.

  • Innovazione tecnologica: il credito è riconosciuto nella misura del 10% della relativa base di calcolo, con un limite massimo di 2 milioni di euro.
  • Attività di design e ideazione estetica: l’agevolazione è prevista nella misura del 10% della relativa base di calcolo, nel limite massimo di 2 milioni di euro. A tal proposito, la legge di Bilancio 2021 ha previsto tra le spese ammissibili, anche quelle relative ai software.
  • Attività di innovazione tecnologica finalizzate alla realizzazione di prodotti o processi di produzione nuovi o sostanzialmente migliorati per il raggiungimento di un obiettivo di transizione ecologica o di innovazione digitale 4.0: il credito riconosciuto è pari al 15% della relativa base di calcolo, nel limite massimo di 2 milioni di euro.

La base di calcolo per ciascuna tipologia di investimento deve essere assunta al netto di altri contributi o sovvenzioni ricevuti per le stesse spese ammissibili, mentre il limite massimo va ragguagliato ad anno in caso di periodo d’imposta di durata diversa da 12 mesi.

Bonus formazione 4.0

  • Riferimenti normativi: legge di Bilancio 2018, art. 1, commi da 46 a 56; legge di Bilancio 2020, art. 1, commi 210-217; legge di Bilancio 2021, art. 1, comma 1064, lett. a)-h).
  • Scadenza: 31 Dicembre 2022.
  • Soggetti beneficiari: imprese che hanno investito informazione del personale, circa le materie riguardanti le tecnologie abilitanti e rilevanti per la trasformazione tecnologica e digitale delle aziende (formazione4.0) svolte nel corso del 2021 e 2022.Ammessi anche gli enti non commerciali, che esercitano attività commerciali rilevanti ai fini del reddito d’impresa.
  • Misura ed oggetto del beneficio:

Con la legge di Bilancio 2021 (comma 1064, lettere i) ed l)) vi è stato un ampliamento dei costi agevolabili comprendendo:

  • spese di personalerelative ai formatori per le ore di partecipazione alla formazione;
  • costi di eserciziorelativi a formatori e partecipanti alla formazione direttamente connessi al progetto di formazione, come spese di viaggio e di alloggio, materiali e forniture direttamente attinenti al progetto, ammortamento di strumenti e attrezzature nella misura in cui sono utilizzati esclusivamente per il progetto di formazione;
  • costi dei servizi di consulenzaconnessi al progetto di formazione;
  • spese di personale relative ai partecipanti alla formazione e spese generali indirette(locazione, amministrative, generali) per le ore durante le quali i partecipanti hanno seguito la formazione.

In merito alle percentuali relative agli importi di spese ammissibili, per poter usufruire del credito d’imposta occorre distinguere tra:

piccole imprese: sono ammissibili il 50% delle spese nel limite massimo annuale di 300.000 euro;

medie imprese: sono ammissibili il 40% delle spese nel limite massimo annuale di 250.000 euro;

grandi imprese: sono ammissibili il 30% delle spese nel limite massimo annuale di 250.000 euro.

Per tutte le imprese: il credito può arrivare a coprire il 60% delle spese ammissibili sostenute nel caso in cui la formazione coinvolga lavoratori dipendenti svantaggiati o molto svantaggiati.

 

Piano Transizione 4.0

  • Riferimenti normativi: Legge di Bilancio 2021, art. 1, commi da 1051 a 1063.
  • Scadenza: 31 dicembre 2022.
  • Soggetti Beneficiari: Il credito d’imposta riguarda imprese che hanno effettuato investimenti in beni strumentali nuovi, destinati a strutture produttive ubicate in Italia, effettuati tra il 16 novembre 2020 e il 31 dicembre 2022, ovvero fino al 30 giugno 2023, a condizione che entro il 31 dicembre 2022 l’ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti per almeno il 20% del costo di acquisizione.
  • Misura ed oggetto del beneficio: Il credito d’imposta riguarda gli investimenti in beni materiali e immateriali 4.0.
  1. Per i beni materiali 4.0(beni ricompresi nell’allegato A annesso alla legge di Bilancio 2017), il credito d’imposta di cui possono usufruire le imprese può riguarda: a) investimenti effettuati dal 16 novembre 2020 al 31 dicembre 2021ovvero fino al 30 giugno 2022, se entro il 31 dicembre 2021 l’ordine è stato accettato dal venditore ed è stato pagato almeno il 20% del prezzo: nella misura del 50% del costo, per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro, del 30%del costo, per la quota di investimenti superiori a 2,5 milioni e fino a 10 milioni, e del 10% del costo, per gli investimenti tra 10 e 20 milioni di euro; b) investimenti effettuati dal 1° gennaio e fino al 31 dicembre 2022ovvero fino al 30 giugno 2023, se entro il 31 dicembre 2022 l’ordine è stato accettato dal venditore ed è stato pagato almeno il 20% del prezzo: nella misura del 40% del costo, per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro, del 20%del costo, per la quota di investimenti superiori a 2,5 milioni e fino a 10 milioni e del 10% del costo per la quota di investimenti superiori a 10 milioni e fino a 20 milioni.
  2. Per i beni immateriali 4.0(ricompresi nell’allegato B annesso alla legge di Bilancio 2017, come integrato dalla legge di Bilancio 2018), invece, per gli investimenti effettuati dal 16 novembre 2020 e fino al 31 dicembre 2022 (ovvero fino al 30 giugno 2023, se entro il 31 dicembre 2022 l’ordine è stato accettato dal venditore ed è stato pagato almeno il 20% del prezzo), il credito d’imposta (riconosciuto alle imprese) è pari al 20% del costo, calcolato su un importo massimo di 1 milione di euro. Sono agevolabili anche le spese per servizi sostenute in relazione all’utilizzo dei beni mediante soluzioni di cloud computing, per la quota imputabile per competenza.
  3. Per gli investimenti in beni strumentali materiali ed immateriali “ordinari” non 4.0, il credito d’imposta fruibile da imprese ed esercenti arti e professioni è riconosciuto: a)per gli investimenti effettuati dal 16 novembre 2020 e fino al 31 dicembre 2021 ovvero fino al 30 giugno 2022, se entro il 31 dicembre 2021 l’ordine è stato accettato dal venditore ed è stato pagato almeno il 20% del prezzo nella misura 10% del costo, su un importo massimo di 2 milioni di euro per i beni materiali e di 1 milione per i beni immateriali, elevato al 15%per gli strumenti e dispositivi tecnologici per la realizzazione di forme di lavoro agile (articolo 18, legge 81/2017); b)per gli investimenti effettuati dal 1° gennaio e fino al 31 dicembre 2022 ovvero fino al 30 giugno 2023, se entro il 31 dicembre 2022 l’ordine è stato accettato dal venditore ed è stato pagato almeno il 20% del prezzo: nella misura del 6%del costo, sempre su un importo massimo di 2 milioni di euro per i beni materiali e di 1 milione per i beni immateriali.

 

Bonus Turismo

In merito a tale settore, sono stati disposti due specifici crediti d’imposta.

  1. Bonus riqualificazione
  • Riferimenti normativi: D.L. n. 83/2014, art. 10; decreto Agosto, art. 79; legge di Bilancio 2021, art. 1, comma 604.
  • Durata: il bonus è stato prorogato fino al 31/12/202.
  • Soggetti beneficiari

Possono beneficiare dell’agevolazione fiscale:

  1. le strutture ricettive turistico alberghiere;
  2. gli stabilimenti termali, anche per la realizzazione di piscine e per l’acquisizione di attrezzature e apparecchiature necessarie per lo svolgimento delle attività termali;
  3. le strutture ricettive all’aria aperta;
  4. le strutture che svolgono attività agrituristica.
  • Misura ed oggetto del beneficio: 65% delle spese sostenute nei due periodi di imposta successivi a quello in corso alla data del 31 dicembre 2019. Per i dettagli relativi all’ambito applicativo si attende la pubblicazione del decreto attuativo con tutte le indicazioni: al momento sono a disposizione 380 milioni di euro: 180 per ciascuno degli anni 2020 e 2021 è l’autorizzazione di spesa prevista dal decreto Agosto e 20 milioni di euro per il solo anno 2021 è lo stanziamento previsto dalla legge di Bilancio 2021 (comma 604).
  1. Bonus locazioni:
  • Riferimenti normativi: decreto Rilancio, art. 28; legge di Bilancio 2021, art. 1, comma 602; l. n. 6/2021, art. 2-bis.
  • Scadenza: 30 aprile 2021.
  • Soggetti beneficiari: imprese turistico-ricettiveagenzie di viaggio e i tour operatorpossono poi fruire del credito d’imposta per i canoni di locazione degli immobili a uso non abitativo e per gli affitti d’azienda di cui all’art. 28 del decreto Rilancio.
  • Misura ed oggetto del beneficio: il credito d’imposta consiste nel 60% del canone pagato. In caso di contratti di servizi a prestazioni complesse o di affitto d’azienda, comprensivi di almeno un immobile a uso non abitativo utilizzato nell’esercizio di attività d’impresa, il credito d’imposta spetta invece nella misura del 30% dell’importo del canone. Per le strutture turistico-ricettive, il bonus per l’affitto d’azienda è pari al 50% e, nel caso in cui relativamente alla stessa struttura vengano stipulati 2 distinti contratti, uno per la locazione dell’immobile e uno per l’affitto dell’azienda, il beneficio spetta per entrambi i contratti. Il credito d’imposta spetta indipendentemente dal volume di affari registrato nel periodo d’imposta precedente e per le strutture turistico-ricettive, ma è vincolato al requisito del calo del fatturatoo dei corrispettivi: infatti, a tal fine è necessario che le imprese turistico ricettive, le agenzie di viaggio e i tour operator abbiano subito una flessione del fatturato o dei corrispettivi nel mese di riferimento dell’anno 2021 di almeno il 50% rispetto allo stesso mese del 2019. Va però specificato che il presupposto del calo del fatturato non operaper i soggetti che hanno iniziato l’attività a partire dal 1° gennaio 2019, nonché per i soggetti che hanno il domicilio fiscale o la sede operativa nel territorio di Comuni colpiti da eventi calamitosi con stato di emergenza già in vigore al 31 gennaio 2020.

 

Bonus patrimonializzazione

  • Riferimento normativo: decreto Rilancio, art. 26, comma 8; legge di Bilancio 2021, art. 1, comma 263.
  • Scadenza: Il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione nel modello F24a partire dal decimo giorno successivo a quello di effettuazione dell’investimento, successivamente all’approvazione del bilancio 2020 ed entro il 30 dicembre 2021.
  • Soggetti beneficiari: il credito d’imposta premia il rafforzamento patrimoniale è riconosciuta a fronte di aumenti di capitale ed è finalizzata ad aiutare le società che abbiano subito una riduzione del patrimonio netto per le perdite causate dalla crisi economica conseguenza della pandemia di Covid-19. Ne possono fruire le società per azioni, le società in accomandita per azioni, le società a responsabilità limitata, le società cooperative, con sede legale ed amministrativa in Italia ed in possesso dei seguenti requisiti: a)ammontare di ricavi relativo al periodo d’imposta 2019, superiore 5.000.000 euro e fino a 50.000.000 euro; b) abbiano subito nei mesi di marzo e aprile 2020, una riduzione dell’ammontare dei ricavi, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente in misura non inferiore al 33%.
  • Misura ed oggetto del beneficio: Il credito d’imposta è stato esteso ai versamenti di capitale effettuati fino al 30 giugno 2021 e potenziato per gli aumenti di capitale deliberati nel primo semestre del 2021, che sono riconosciuti: a)in misura pari al 50% delle perdite eccedenti il 10% del patrimonio netto, da assumere al lordo delle perdite stesse; b)fino a concorrenza del 50% dell’aumento di capitale sociale effettuato. È prevista la decadenza dall’agevolazione, con il conseguente obbligo di restituzione della stessa, maggiorata degli interessi legali, in caso di distribuzione di riserve prima 1° gennaio 2024, per gli aumenti effettuati entro il 31 dicembre 2020, e in caso di distribuzione di riserve prima 1° gennaio 2025, per gli aumenti effettuati nel primo semestre 2021.

Bonus pubblicità

  • Riferimenti normativi: legge di Bilancio 2021, art. 1, comma 608.
  • Soggetti beneficiari: imprese, enti non commerciali e lavoratori autonomi.
  • Misura dell’agevolazione: credito d’imposta nella misura unica del 50% del valore degli investimenti pubblicitari effettuati sui giornali quotidiani e periodici, anche on line. La legge di Bilancio 2021 ha previsto un credito d’imposta nella misura unica del 50% del valore degli investimenti pubblicitari effettuati sui giornali quotidiani e periodici, anche on line. A differenza della disciplina in vigore nel 2020, per gli anni 2021 e 2022 il bonus non è riconosciuto per gli investimenti pubblicitari effettuati su emittenti televisive e/o radiofoniche. Anche nel 2021 (e 2022), ai fini del riconoscimento del credito d’imposta non è necessario aver sostenuto nell’anno precedente analoghi investimenti sugli stessi mezzi di informazione né la condizione del valore incrementale degli stessi investimenti (superiore almeno dell’1% rispetto al valore di quelli effettuati nell’anno precedente). Ciò comporta che nel 2021 possono beneficiare all’agevolazione anche: a) i soggetti che programmano investimenti inferiori rispetto a quelli effettuati nel 2020; b) i soggetti che nel 2020 non abbiano effettuato investimenti pubblicitari; c) i soggetti che iniziano la loro attività nel 2021.

Bonus investimenti Mezzogiorno

  • Riferimenti normativi: legge di Stabilità 2016, art. 1, commi 98 e seguenti, Legge di Bilancio 2021, art. 1, commi 171-172.
  • Scadenza: 31 dicembre 2022.
  • Soggetti beneficiari: imprese che effettuano investimenti in macchinari, impianti e attrezzature da destinare a strutture produttive già esistenti o che vengono impiantate nelle regioni Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Molise, Sardegna e Abruzzo.
  • Misura ed oggetto dell’agevolazione: l’agevolazione consiste nel 25% per le grandi imprese situate in Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna e nel 10% per le grandi imprese situate nelle aree ammissibili di Abruzzo e Molise. Le intensità di aiuto sono maggiorate di 20 punti percentuali per le piccole imprese e di 10 punti percentuali per le imprese di medie.

Per l’acquisto di beni strumentali nuovi destinati a strutture collocate nelle regioni del Sud Italia, grazie alla proroga disposta dalla legge di Bilancio 2021 (commi 171-172), le imprese hanno ancora a disposizione il credito d’imposta per investimenti nel Mezzogiorno, di cui all’art. 1 commi 98 e seguenti, della legge di Stabilità 2016 (l. n. 208/2015). Il credito d’imposta è commisurato alla quota del costo complessivo dei beni, nel limite massimo, per ciascun progetto di investimento, pari a 3 milioni di euro per le piccole imprese, a 10 milioni di euro per le medie imprese e a 15 milioni di euro per le grandi imprese.

L’intensità massima dell’aiuto è pari:

– al 45% per le piccole imprese, al 35% per le medie imprese, al 25% per le grandi imprese per le Regioni Calabria, Puglia, Campania, Sicilia, Basilicata e Sardegna;

– al 30% per le piccole imprese, al 20% per le medie imprese e al 10% per le grandi imprese, per le Regioni Abruzzo e Molise.

Bonus quotazione PMI

  • Riferimenti normativi: Legge di Bilancio 2018, art. 1, commi da 89 a 92, legge di Bilancio 2021, art. 1, comma 230.
  • Durata: 31 dicembre 2021.
  • Soggetti beneficiari: PMI che decidono di quotarsi in un mercato regolamentato o in sistemi multilaterali di negoziazione.
  • Misura ed oggetto dell’ agevolazione: Le PMI che intendono quotarsi in Borsa possono beneficiare anche nel 2021 dello specifico credito d’imposta consistente nel 50% delle spese di consulenza sostenute per ottenere la quotazione, fino a un massimo di 500.000 euro. Tali spese possono riguardare l’adeguamento del sistema di controllo di gestione, la redazione del piano industriale, la collocazione presso gli investitori delle azioni, la due diligence finanziaria, nonché le attività riguardanti le questioni legali, fiscali e contrattualistiche inerenti tale procedura).

Operazioni di riorganizzazione aziendale:

  • Riferimenti normativi: Legge di Bilancio 2021, art. 1, commi da 233 a 242.
  • Scadenza:31 Dicembre 2022.
  • Soggetti beneficiari: società risultante dalla fusione, beneficiario della scissione e conferitario di azienda. L’operazione di riorganizzazione aziendale deve essere deliberata dall’assemblea dei soci, o da altro organo societario competente per legge tra il 1° gennaio 2021 e il 31 dicembre 2021.
  • Misura ed oggetto dell’agevolazione: Al soggetto risultante dalla fusione o incorporante, al beneficiario della scissione e al conferitario è consentita la trasformazione in credito d’imposta di una quota delle DTA(attività per imposte anticipate) riferite a perdite fiscali ed eccedenze ACE maturate fino al periodo d’imposta precedente a quello dell’operazione. Le società oggetto delle operazioni agevolabili devono essere operative da almeno 2 anni ed indipendenti, ovvero non legate tra loro da un rapporto di partecipazione superiore al 20% né controllate anche indirettamente. Inoltre, l’agevolazione non può essere fruita da società per le quali sia accertato lo stato di dissesto o di insolvenza.
Chiama ora!