BONUS ZONE ECONOMICHE SPECIALI: CAMPANIA, PUGLIA, BASILICATA, CALABRIA, SICILIA, MOLISE, SARDEGNA E ABRUZZO

Il decreto Sud (DL n. 91/2017) ha istituito le Zone Economiche Speciali (ZES), aree geografiche nelle quali si applica una legislazione economica diversa da quella del resto del Paese e in cui sono previsti incentivi speciali a beneficio delle aziende, attraverso strumenti di agevolazione fiscale o semplificazioni di tipo amministrativo.

L’ obiettivo è quello di agevolare l’imprenditoria giovanile, rafforzare le imprese già esistenti oltre che attrarre investimenti dall’estero.

Ad oggi sono tre le ZES istituite: Calabria, Campania e, nell’area ionica, Puglia e Basilicata.

Le ZES sono composte da porti, aree portuali, piattaforme logistiche e interporti, durano almeno sette anni, possono essere regionali o interregionali e contemplare anche aree non adiacenti, ma connesse sul piano economico, come previsto dal regolamento attuativo (Dpcm n.12/2018).

ZES CAMPANIA

Il Piano di Sviluppo Strategico della ZES di cui la regione Campania è la prima a dotarsi contiene in particolare, l’identificazione delle aree individuate.

Le aree regionali interessate sono: il porto di Napoli, il porto di Salerno e Castellamare di Stabia e le relative aree retroportuali.

In tali aree sono compresi : gli aeroporti di Napoli e Salerno; gli interporti “Sud Europa” di Marcianise-Maddaloni e “Campano” di Nola; gli agglomerati industriali di Acerra, Arzano-Casoria-Frattamaggiore, Caivano, Torre Annunziata-Castellamare, Marigliano-Nola, Pomigliano, Salerno, Fisciano-Mercato San Severino, Battipaglia, Aversa Nord(Teverola, Carinaro, Gricignano),Ponte Valentino, Valle Ufita, Pianodardine e Calaggio; le aree industriali e logistiche di Napoli Est, Bagnoli, Nocera, Sarno, Castel San Giorgio e Contrada Olivola.

Chi sono i destinatari?

I destinatari di tale beneficio sono:

  • le piccole, medie e grandi imprese, indipendentemente della natura giuridica assunta, nuove o già esistenti che effettuano investimenti nel territorio di una ZES.

In assenza di una espressa esclusione normativa, si ritiene che possano beneficiare della misura agevolativa anche gli enti non commerciali con riferimento all’attività commerciale eventualmente esercitata.

Possono beneficiare dell’agevolazione anche le imprese che hanno intrapreso l’attività successivamente alla data di entrata in vigore della legge istitutiva del credito (1° gennaio 2016).

L’ agevolazione non si applica ai soggetti che operano nei settori:

  • dell’industria siderurgica;
  • carbonifera;
  • della costruzione navale;
  • delle fibre sintetiche;
  • dei trasporti e delle relative infrastrutture;
  • della produzione e della distribuzione di energia e delle infrastrutture energetiche;
  • settori creditizio, finanziario e assicurativo.

Agevolazioni e condizioni per usufruirne

L’ art.5 del D.L.n.91 del 2017 riconosce alle imprese già esistenti e alle nuove che si insediano e che avviano un programma di attività economiche imprenditoriali o di investimenti nella ZES le seguenti agevolazioni:

  1. credito d’imposta legato a tutti gli investimenti per il Sud previsto dall’art.1,commi 98-108, Legge n.208/2015, commisurato alla quota del costo complessivo dei beni strumentali nuovi acquistati entro e non oltre il 31 dicembre 2020, nel limite massimo, per ciascun progetto di investimento, di 50 milioni di euro;
  2. semplificazioni fiscali, dimezzamento dei tempi per ricevere le autorizzazioni e riduzione di tutti gli oneri burocratici. Si prevede, inoltre, che le imprese possano avere accesso alle infrastrutture esistenti e previste nel Piano di sviluppo strategico della ZES, alle condizioni definite dal soggetto per l’amministrazione (Comitato d’ indirizzo), ai sensi delle norme in materia portuale contenute nella legge del 28 gennaio 1994, n.84 e successive modificazioni.

Le condizioni per il riconoscimento delle agevolazioni sono:

  1. Le imprese beneficiarie devono mantenere le attività nella ZES per almeno sette anni successivi al completamento dell’investimento oggetto delle agevolazioni, pena la revoca dei benefici concessi e goduti;

Le imprese beneficiarie non devono essere in stato di liquidazione o di scioglimento.

Quali sono le spese ammissibili?

E’ possibile presentare istanza per il riconoscimento dell’agevolazione per le seguenti tipologie di investimento:

  • creazione di un nuovo stabilimento;
  • ampliamento della capacità produttiva di uno stabilimento esistente;
  • diversificazione della produzione di uno stabilimento esistente per ottenere prodotti mai fabbricati precedentemente;
  • cambiamento fondamentale del processo di produzione.

Le spese ammissibili sono riferite a macchinari, impianti e attrezzature varie destinati a strutture produttive già esistenti o che vengono impiantate nel territorio della ZES.

Sono da escludere dall’ agevolazione gli investimenti di mera sostituzione in quanto gli stessi non possono essere considerati “investimenti iniziali” così come richiesto dall’art.99 della legge 28 dicembre 2015, n.208.

L ‘ art.98 della citata legge prevede, altresì, che il credito d’imposta riguarda gli investimenti in “beni strumentali nuovi”. I beni, conseguentemente, devono essere di uso durevole ed atti ad essere impiegati come strumenti di produzione all’interno del processo produttivo dell’impresa. Sono, pertanto, esclusi i beni autonomamente destinati alla vendita come pure quelli trasformati o assemblati per l’ottenimento di prodotti destinati alla vendita. Sono, ugualmente, esclusi i materiali di consumo.

I beni devono presentare il requisito della novità, conseguentemente l’agevolazione non spetta per gli investimenti in beni a qualunque titolo già utilizzati. Al riguardo va segnalato che può essere oggetto dell’agevolazione anche il bene che viene esposto in show room ed utilizzato esclusivamente dal rivenditore al solo scopo dimostrativo, in quanto, tale esclusivo utilizzo del bene non fa perdere al bene il requisito della novità. Con riguardo ai beni complessi, alla realizzazione dei quali abbiano concorso anche beni usati, va precisato che il requisito della novità sussiste in relazione all’intero bene, purché ‘l’entità del costo relativo ai beni usati, individuato secondo il principio di competenza di cui all’art.109 del TUIR, non sia prevalente rispetto al costo complessivamente sostenuto.

Sono agevolabili anche i beni acquisiti mediante locazione finanziaria.

Il beneficio è commisurato alla quota del costo complessivo dei beni acquisiti entro il 31 dicembre 2020 nel limite massimo, per ciascun progetto di investimento di 50 milioni di euro.

Le aliquote del credito d’imposta sono stabilite nella misura massima consentita dalla Carta europea degli aiuti a finalità regionale e sono così definite:

  • 25 % per le grandi aziende;
  • 35 % per le medie aziende;
  • 45 % per le piccole aziende.

Sono agevolabili gli investimenti avviati a decorrere dalla data di entrata in vigore del DPCM istitutivo della zona economica speciale.

Con cosa è cumulabile?

Il credito d’ imposta è cumulabile con gli aiuti de minimis e con altri aiuti di Stato che abbiano ad oggetto i medesimi costi ammessi al beneficio, a condizione che il cumulo non porti al superamento dell’intensità o dell’importo di aiuto più elevati consentiti dalle pertinenti discipline di riferimento.

 Quale la scadenza?

Il giorno ultimo per presentare la domanda è il 31 dicembre 2020.

Il beneficiario può utilizzare il credito d’imposta maturato solo in compensazione ai sensi dell’art.17 del Dlgs.n.241/1997, presentando il modello F24 esclusivamente tramite i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate.

 

 

 

 

 

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