Come funziona il Credito d’Imposta

In Italia ogni anno tutti i contribuenti devono presentare una dichiarazione dei redditi percepiti sulla base della quale dovranno poi versare del denaro al Fisco (ovvero allo Stato Italiano). Seppure in forme e modalità diverse, si tratta di un’incombenza che riguarda tutti, persone fisiche, professionisti e aziende. Tuttavia ci sono dei casi in cui non è il contribuente a dover dei soldi allo Stato, ma l’opposto. In questi casi parliamo di credito imposta, e nei paragrafi sufficienti vedremo l’argomento nei dettagli.

Il recupero del credito d’imposta

Non vi è una definizione ben precisa circa il credito imposta, ma in linea generale lo possiamo definire come un importo che il contribuente vanta nei confronti dello Stato è che può usare a compensazione in sede di dichiarazione dei redditi. In alcuni casi può essere il contribuente a scegliere la destinazione di questo credito, ma solo in favore di specifici progetti di riqualificazione.

Vediamo il credito imposta come funziona

Per capire il credito imposta come funziona è forse opportuno fare subito degli esempi pratici, magari partendo dalle persone fisiche. Supponiamo che un individuo abbia venduto la sua prima casa per acquistarne subito un’altra. Il secondo immobile acquisito avrà, per quell’individuo, sempre lo status di “prima casa”. Su ogni acquisto di casa l’utente è sempre tenuto a pagare l’IVA, seppur agevolata. Ecco, in casi del genere l’utente può riottenere i soldi spesi per l’IVA come recupero del credito d’imposta. Tra l’IVA spesa per la prima casa e quella per la seconda, si potrà però recuperare solo l’imposta inferiore. Esempio pratico: se hai speso 4000 euro di IVA per la prima casa e 5000 euro di IVA per la seconda, otterrai 4000 euro di credito d’imposta.

Il calcolo del credito imposta per le aziende

Secondo quanto riportato dalle Leggi di Bilancio degli ultimi anni, le aziende che operano nel Sud d’Italia possono avere il credito d imposta su investimenti fatti in beni strumentali. Per questa casistica il calcolo del credito imposta è molto semplice: le piccole aziende possono recuperare il 20% della spesa sostenuta, quelle medie il 15% e quelle grandi il 10%. Le aziende possono poi avere un maggiore credito d imposta su investimenti dedicati alla ricerca e allo sviluppo. In questo caso si può recuperare addirittura il 50% della spesa sostenuta, ma solo se l’investimento e superiore ai 30mila euro.

Altri casi in cui si può recuperare il credito d’imposta

Il credito d’imposta non si recupera solo sulla spesa della prima casa o per gli investimenti di un’azienda. Le ditte che si impegnano a rimuovere dell’amianto e a bonificare le zone interessante, ad esempio, possono recuperare in credito d’imposta il 50% della spesa sostenuta, così come sancito dal Ministero dell’Ambiente nel 2016. Anche gli utenti che acquistano strumenti di videosorveglianza possono recuperare parte della spesa sotto forma di credito d’imposta: in questo caso si deve presentare apposita documentazione all’Agenzia delle Entrate, che stabilirà la percentuale concessa a seconda dell’utente.

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