Cumulabili i crediti d’imposta investimenti nel Mezzogiorno e Beni strumentali: la risposta all’interpello 360 del 12.09.2020 Agenzia delle Entrate.

L’Agenzia delle Entrate mediante la risposta all’interpello n.360 del 16.09.2020 ha chiarito le regole di cumulo del credito d’imposta investimenti nel Mezzogiorno con “altre misure agevolative aventi ad oggetto i medesimi costi”,  ovvero il credito d’imposta in beni strumentali.

Il cumulo, però, è permesso a condizione che non avvenga il superamento del costo sostenuto per l’investimento, inoltre, nel calcolo si deve anche tenere conto della non concorrenza alla formazione del reddito e della base imponibile dell’imposta regionale sulle attività produttive.

L’articolo 1, commi da 98 a 108, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, ovvero la legge di Bilancio 2016, prevede un credito di imposta a favore delle imprese acquisiscono beni strumentali nuovi in un progetto di investimento iniziale: tali investimenti devono essere effettuati dal 1° gennaio 2016 ed entro il 31 dicembre 2020, su macchinari, impianti ed attrezzature, destinate a strutture produttive delle zone assistite delle regioni Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Molise, Sardegna e Abruzzo. Sono ricomprese anche le acquisizioni di contratti di locazione finanziaria.

La seconda agevolazione è invece prevista dall’ articolo 1, comma 185, della legge 27 dicembre 2019, n. 160, ovvero la legge di bilancio 2020 che consiste in un credito di imposta riconosciuto alle imprese che effettuano investimenti in beni strumentali nuovi, destinati a strutture produttive situate nel territorio dello Stato tra il 1° gennaio 2020 e il 31 dicembre dello stesso anno ( tuttavia, il termine finale può essere spostato al 30 giugno 2021 nei casi in cui l’ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione).

Come specificato dal comma 192, il credito di imposta è cumulabile con altre agevolazioni che abbiano ad oggetto i medesimi costi.

La condizione da rispettare consiste nel fatto che tale cumulo, tenuto conto anche della non concorrenza alla formazione del reddito e della base imponibile dell’imposta regionale sulle attività produttive, non produca il superamento del costo sostenuto per l’investimento.

Chiama ora!