“Decreto Sostegni”: contributo a fondo perduto a favore di partite IVA e professionisti. Presentazione della domanda dal 30 Marzo!

A seguito dell’approvazione del  Decreto legge Sostegni da parte del Governo Draghi, è stato previsto lo stanziamento di 11 miliardi di euro a  favore di partite iva e professionisti che sono stai colpiti dall’emergenza epidemiologica Covid-19.

Sicuramente con tale provvedimento non sarà possibile porre rimedio “in toto” alla gravissima situazione economico-finanziaria che ha colpito tali settori, ciò nonostante si spera che con esso si possa fornire un minimo supporto a tali categorie professionali così come avevano in precedenza già fatto il Decreto Rilancio, i Decreti Ristori e il Decreto Natale per un importo complessivo di 10  miliardi.

Il beneficio viene riconosciuto ai titolari di partita Iva che esercitano attività d’impresa e di lavoro autonomo o che sono titolari di reddito agrario, ed è commisurato alla diminuzione del fatturato medio mensile verificatasi durante l’intero anno 2020 rispetto all’anno 2019, dunque che nel secondo periodo di imposta antecedente al periodo di entrata in vigore del decreto, abbiano conseguito un ammontare di ricavi o di compensi non superiore a 10 milioni di euro.

Nel caso in cui il contribuente che richiede l’aiuto a fondo perduto dovesse svolgere più attività, il limite dei 10 milioni di euro per l’accesso al beneficio sarà dato dalla somma di ricavi o compensi riferiti a tutte le attività esercitate. Nel caso di un agricoltore o di chi svolge attività agricole cosiddette “connesse” come agriturismo o allevamento, il valore di riferimento è il volume di affari indicato nella dichiarazione Iva 2020 (campo VE50). Se poi non è tenuto alla dichiarazione Iva il valore utile da recuperare per il fondo perduto è l’ammontare complessivo del fatturato o dei corrispettivi del 2019.

L’agevolazione fiscale, inoltre, spetterà anche agli enti non commerciali, compresi gli enti del terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti, in relazione allo svolgimento di attività commerciali, mentre sono esclusi dalla fruizione del contributo a fondo perduto, coloro la cui attività risulti cessata alla data di entrata in vigore del decreto o che abbiano attivato la partita Iva successivamente, gli enti pubblici, gli intermediari finanziari e le società di partecipazione.

Ricapitolando: i requisiti per richiedere il contributo a fondo perduto sono due:

  • i ricavi e i compensi relativi all’anno 2019 non devono superare i 10 milioni di euro;
  • la media mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2020 deve risultare inferiore almeno del 30% rispetto a quella dell’anno 2019 (a meno che nn si tratti di soggetti che hanno attivato la partita Iva a partire dal 1° gennaio 2019).

Secondo una stima del Governo il contributo riguarderà, circa 3 milioni di imprese e partite Iva, che riceveranno indennizzi a fondo perduto, oppure, dietro richiesta, un credito d’imposta equivalente.

Per il calcolo dell’ammontare del contributo spettante sono previste diverse percentuali determinate dalla fascia di ricavi 2019 del richiedente, da applicare alla differenza tra le due medie mensili 2019 e 2020:

  • 60% se i ricavi e i compensi dell’anno 2019 non superano la soglia di 100mila euro;
  • 50% se i ricavi e i compensi dell’anno 2019 superano la soglia di 100mila euro fino a 400mila;
  • 40% se i ricavi e i compensi dell’anno 2019 superano la soglia di 400mila euro fino a 1 milione;
  • 30% se i ricavi e i compensi dell’anno 2019 superano la soglia di 1 milione di euro fino a 5 milioni;
  • 20% se i ricavi e i compensi dell’anno 2019 superano la soglia di 5 milioni di euro fino a 10 milioni.

N.b. Le istanze per il contributo a fondo perduto possono inviate on-line mediante il sito web dell’Agenzie delle Entrate a partire dal giorno 30 marzo 2021 e non oltre il giorno 28 maggio 2021 e  la stessa Agenzia, guidata da Ernesto Maria Ruffini, si è impegnata a versare il contributo spettante, di norma, entro due settimane dalla domanda, con un bonifico sul conto corrente indicato dal richiedente.

 

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