DOMANDA DAL 14 SETTEMBRE: Cessione del Bonus sanificazione e acquisto DPI.

Dal 14 Settembre 2020 è possibile procedere con le comunicazioni telematiche per la cessione del credito d’imposta per le spese di sanificazione e l’acquisto di dispositivi di protezione individuale.

Apre infatti il canale telematico per comunicare l’opzione all’Agenzia delle Entrate fino al 31 dicembre 2021 dal soggetto cedente con le funzionalità rese disponibili nell’area riservata del sito internet dell’Agenzia delle Entrate. 

 

Due gli importi a cui prestare attenzione: l’importo spettante e le spese effettivamente sostenute.

Come calcolare l’importo del credito d’imposta spettante?

È pronto l’ultimo tassello per il bonus sanificazione e acquisto dei DPI, i dispositivi di protezione anti-coronavirus come mascherine, detergenti, disinfettanti, termometri e gli strumenti per garantire il distanziamento sociale.

Con il provvedimento dell’11 settembre 2020, l’Agenzia delle Entrate ha fissato l’ammontare del credito d’imposta spettante per il bonus richiesto entro la scadenza del 7 settembre.

I titolari di partita IVA hanno diritto ad un rimborso del 60% della spesa sostenuta, entro il limite massimo di 60.000 euro per beneficiario.

L’importo reale è tuttavia parametrato in base al totale delle risorse disponibili, ovvero i 200 milioni messi a disposizione dal decreto Rilancio.

Visto che le domande per il bonus hanno superato le soglia, col provvedimento dell’11 settembre l’Agenzia delle Entrate ha fornito una percentuale di calcolo, ottenuta rapportando il limite complessivo di spesa all’ ammontare complessivo dei crediti d’imposta richiesti.

La misura del credito effettivamente utilizzabile è pari al 15,6423% del credito richiesto: questa percentuale è il risultato del rapporto tra gli importi richiesti dai contribuenti, pari a 1.278.578.142 euro, e i 200 milioni di spesa massima.

I contribuenti che hanno fatto richiesta del bonus sanificazione possono visualizzare il credito d’imposta spettante nel proprio cassetto fiscale, accessibile dall’area riservata del sito internet dell’Agenzia delle Entrate.

Ad esempio: 
Si supponga che nella comunicazione inviata entro il 7 settembre 2020, sia stata dichiarata una spesa di 50.000 euro.
Il credito richiesto, pertanto, è pari a 30.000 euro (il 60% di 50.000 euro).
Il credito di imposta fruibile, invece, è pari a 4.692,69 euro (30.000euro x 15,6423%).

Come effettuare la comunicazione

La comunicazione della cessione deve essere effettuata esclusivamente dal soggetto cedente con le funzionalità disponibili nell’ area riservata del sito internet dell’Agenzia
delle Entrate.
L’opzione può essere esercitata entro il 31 dicembre 2021 e può essere totale o parziale.
La cessione può essere anche parziale e può avvenire nei confronti di qualsiasi soggetto, tra cui, a titolo meramente esemplificativo, banche, fornitori, ecc.
Oltre alla cessione, il credito d’imposta, in relazione alle spese effettivamente sostenute, può essere utilizzato dai beneficiari fino all’importo massimo fruibile:
– nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta di sostenimento della spesa;
– in compensazione ai sensi dell’articolo 17 del D.Lgs. n. 241/1197. Il modello F24 può essere presentato esclusivamente tramite i servizi telematici resi disponibili dall’Agenzia delle entrate, pena il rifiuto dell’operazione di versamento, dal 14 settembre 2020 (giorno lavorativo successivo alla pubblicazione del provvedimento).

Cessionario

Il cessionario è tenuto a comunicare l’accettazione del credito ceduto utilizzando direttamente le funzionalità disponibili nell’area riservata del sito internet dell’Agenzia delle Entrate.
Solo dopo la comunicazione dell’accettazione, il cessionario può utilizzare il credito di imposta accettato.
In particolare, il cessionario può utilizzare esclusivamente il credito:
– nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta nel corso del quale la cessione del credito è stata comunicata all’ Agenzia delle Entrate;
– in compensazione ai sensi dell’articolo 17 del D.Lgs. n. 241/1997.
La quota di credito non utilizzata nell’ anno in cui è stata comunicata la cessione all’Agenzia delle Entrate non può essere utilizzata negli anni successivi e non può essere richiesta a rimborso.
In tali casi, il credito d’imposta non utilizzato può essere oggetto di ulteriore cessione solo nell’ anno in cui è stata comunicata la prima cessione.
In alternativa all’ utilizzo diretto, entro il 31 dicembre dell’anno in cui è stata comunicata la prima cessione, i cessionari possono ulteriormente cedere i crediti d’imposta ad altri soggetti.
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