EcoBonus 110% : In attesa dei provvedimenti di attuazione, facciamo un pò di chiarezza.

Ecobonus 110%: novità dal Decreto Rilancio

In attesa dei  provvedimenti attuativi (si spera per gli inizi di Luglio), che forniranno delle indicazioni precise su modalità e tipologie di interventi ammissibili  rientranti in questa importante agevolazione fiscale, il D.L. 34/2020, noto come “Decreto Rilancio”, sembra stia aprendo una nuova stagione per l’immobiliare e l’edilizia. La novità centrale, sembra essere quella di poter usufruire della detrazione dell’importo delle spese sostenute nella misura del 110 % e  la possibilità di applicare lo sconto in fattura e la cessione del credito  nei confronti di istituti di credito e di altri intermediari finanziari.

Aspettando di poter conoscere tutti i dettagli relativi alle modalità di attuazione di tale decreto, dunque, ci preme sottolineare un aspetto importante: suggeriamo la massima prudenza nell’attendere ancora qualche altra settimana per poi affidarsi a professionisti seri e competenti che, solo a seguito della definizione del complesso quadro di attuazione della norma, potranno fornirvi delle informazioni reali e concrete relative alla predisposizione della pratica necessaria a poter beneficiare di tale agevolazione! Nel frattempo, dunque,  il nostro intento è quello di illustrare sinteticamente, alcuni dei dettagli più salienti contenuti all’interno del D.L. Rilancio in attesa di lumi da parte di Parlamento e Agenzia delle Entrate.

 

Quali sono le tempistiche degli interventi interessati?

Nonostante il D.L. 34/2020 sia già in vigore, in esso si parla di spese sostenute a partire dal 1° luglio 2020 fino al 31 dicembre 2021: tuttavia, consapevoli che per l’attuazione della norma si attendono ancora il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate e il decreto attuativo, il miglior consiglio che possiamo dare a chi ha intenzione di intervenire su un edificio, è quello di attendere la conversione in legge del Decreto Legge, con il quale, probabilmente, vi potranno essere delle modifiche o saranno meglio dettagliate le norme sull argomento.

 

Soggetti beneficiari

Le disposizioni dell’art. 129 si applicano agli interventi effettuati:

a) dai condomini;
b) dalle persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arti e professioni, su unità immobiliari adibito ad abitazione principale;
c) dagli Istituti autonomi case popolari (IACP) comunque denominati nonché dagli enti aventi le stesse finalità sociali dei predetti Istituti, istituiti nella forma di società che rispondono ai requisiti della legislazione europea in materia di “in house providing” per interventi realizzati su immobili, di loro proprietà ovvero gestiti per conto dei comuni, adibiti ad edilizia residenziale pubblica;
d) dalle cooperative di abitazione a proprietà indivisa, per interventi realizzati su immobili dalle stesse posseduti e assegnati in godimento ai propri soci.

 

Dibattito per la ristrutturazione delle seconde case

La norma è chiara nel definire che l’ Ecobonus al 110%  può essere richiesto per i lavori eseguiti dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021 nell’ abitazione principale all’ interno di un condominio o in una villetta autonoma, tuttavia, per le seconde case vi è invece un dibattito in parlamento: secondo il testo del decreto rilancio, l’agevolazione vale solo per le seconde case che fanno parte di condomini, ma sono stati presentati emendamenti per estendere  il super bonus anche alle villette unifamiliari utilizzate per le vacanze, escludendo comunque gli edifici di lusso (abitazioni signorili, ville e castelli).

Isolamento termico e sostituzione impianti di climatizzazione

La detrazione fiscale già prevista per Ecobonus e Sismabonus si applica nella misura del 110% , per le spese documentate e rimaste a carico del contribuente, sostenute dal 1° luglio 2020 e fino al 31 dicembre 2021  per:

a) interventi di isolamento termico delle superfici opache verticali e orizzontali che interessano l’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25 per cento della superficie disperdente lorda dell’edificio medesimo. La detrazione è calcolata su un ammontare complessivo delle spese non superiore a euro 60.000 moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio.
I materiali isolanti utilizzati devono rispettare i criteri ambientali minimi (Dm Ambiente 11 ottobre 2017).

b) interventi sulle parti comuni degli edifici per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria a condensazione, con efficienza almeno pari alla classe A di prodotto, a pompa di calore, inclusi gli impianti ibridi o geotermici, anche abbinati all’ installazione di impianti fotovoltaici e relativi sistemi di accumulo, ovvero con impianti di microcogenerazione. La detrazione è calcolata su un ammontare complessivo delle spese non superiore a euro 30.000 moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio ed è riconosciuta anche per le spese relative allo smaltimento e alla bonifica dell’impianto sostituito;

c) interventi sugli edifici unifamiliari per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria a pompa di calore, ivi inclusi gli impianti ibridi o geotermici, anche abbinati all’installazione di impianti fotovoltaici e relativi sistemi di accumulo, ovvero con impianti di microcogenerazione.
La detrazione è calcolata su un ammontare complessivo delle spese non superiore a euro 30.000 ed è riconosciuta anche per le spese relative allo smaltimento e alla bonifica dell’impianto sostituito.

L’aliquota del 110% si applica anche a tutti gli altri interventi di efficientamento energetico, nei limiti di spesa previsti dalla legislazione vigente per ciascun intervento, a condizione che siano eseguiti congiuntamente ad almeno uno degli interventi indicati in a), b) e c).

Gli interventi devono rispettare i requisiti minimi previsti e, nel loro complesso, devono assicurare, anche congiuntamente l’installazione di impianti solari fotovoltaici e di sistemi di accumulo integrati, il miglioramento di almeno due classi energetiche dell’edificio, o, se non possibile, il conseguimento della classe energetica più alta, da dimostrare mediante l’attestato di prestazione energetica (Ape), ante e post intervento, rilasciato da tecnico abilitato nella forma della dichiarazione asseverata.

 

Sicurezza antisismica

Per gli interventi di adeguamento antisismico su edifici in zona sismica, l’aliquota delle detrazioni spettanti è elevata al 110 per cento per le spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021.

N.B. In caso di cessione del corrispondente credito ad un’impresa di assicurazione e di contestuale stipula di una polizza che copre il rischio di eventi calamitosi, la detrazione spetta nella misura del 90 per cento. Queste disposizioni non si applicano agli edifici ubicati in zona sismica 4.

 

Impianti fotovoltaici

Per l’installazione di impianti solari fotovoltaici connessi alla rete elettrica su edifici, la detrazione spetta, per le spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021, nella misura del 110 % fino ad un ammontare complessivo delle stesse spese non superiore a euro 48.000 e comunque nel limite di spesa di euro 2.400 per ogni kW di potenza nominale dell’impianto solare fotovoltaico, da ripartire tra gli aventi diritto in cinque quote annuali di pari importo, sempreché l’installazione degli impianti sia eseguita congiuntamente ad uno degli interventi indicati in a), b) e c).

Nell’ ambito di interventi di ristrutturazione edilizia, di nuova costruzione e di ristrutturazione urbanistica, il limite di spesa è ridotto ad euro 1.600 per ogni kW di potenza nominale.

La detrazione è riconosciuta anche per l’installazione contestuale o successiva di sistemi di accumulo integrati negli impianti solari fotovoltaici agevolati con la stessa detrazione, alle stesse condizioni, negli stessi limiti di importo e ammontare complessivo e comunque nel limite di spesa di euro 1.000 per ogni kWh di capacità di accumulo del sistema di accumulo.

La detrazione è subordinata alla cessione in favore del Gse dell’energia non auto-consumata in sito e non è cumulabile con altri incentivi pubblici o altre forme di agevolazione di qualsiasi natura previste dalla normativa europea, nazionale e regionale, compresi i fondi di garanzia e di rotazione.

 

Ricarica di veicoli elettrici

Per l’installazione di infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici, la detrazione è riconosciuta nella misura del 110 per cento, da ripartire tra gli aventi diritto in cinque quote annuali di pari importo, purché l’installazione sia eseguita congiuntamente ad uno degli interventi indicati in a), b) e c).

 

Cessione del credito d’imposta o sconto in fattura

Quando si parla di interventi che è possibile effettuare gratuitamente è necessario far riferimento alle 3 diverse opzioni previste dalla norma.

Gli articoli 119 e 121 del decreto rilancio prevedono:

  • la possibilità di usufruire della detrazione del 110% in un periodo pari a 5 anni;
  • lo sconto in fattura anticipato dal fornitore che ha effettuato gli interventi e da quest’ultimo recuperato sotto forma di credito d’imposta, con facoltà di successiva cessione del credito ad altri soggetti, ivi inclusi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari;
  • il credito d’imposta, con facoltà di successiva cessione ad altri soggetti, ivi inclusi istituti di credito e altri intermediari finanziari.

Nel primo caso, è chiaro che sarà necessario anticipare i soldi per gli interventi per recuperali in dichiarazione dei redditi in 5 anni.

Nei successivi due casi si è in attesa di avere un quadro completo da parte degli istituti di credito e altri intermediari finanziari, in modo da comprendere le modalità (soprattutto) di cessione del credito e i relativi costi  che renderanno gli interventi non più “gratis” come dichiarato.

 

Visto di conformità e comunicazione all’ ENEA.

Per poter beneficiare della cessione del credito d’imposta o dello sconto in fattura:

  • il contribuente deve richiedere il visto di conformità dei dati relativi alla documentazione che attesta la sussistenza dei presupposti che danno diritto alla detrazione d’imposta per gli interventi. Il visto di conformità è rilasciato dai dottori commercialisti, notai, ragionieri, esperti iscritti alle Camere di Commercio e dai responsabili dei centri di assistenza fiscale. I dati relativi all’opzione sono comunicati esclusivamente in via telematica  all’Agenzia delle Entrate, che definirà anche le modalità attuative entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del decreto.

 

  • per gli interventi di isolamento termico delle superfici opache verticali e orizzontali e di sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati, i tecnici abilitati asseverano il rispetto dei requisiti previsti dalla normativa e la corrispondente congruità delle spese sostenute in relazione agli interventi agevolati. Una copia dell’asseverazione va trasmessa esclusivamente per via telematica all’  Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (Enea).Le modalità di trasmissione dell’asseverazione saranno stabilite con decreto del Ministro dello sviluppo economico da emanare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto.

 

  • per gli interventi su edifici in zona sismica, l’efficacia degli stessi finalizzati alla riduzione del rischio sismico è asseverata dai professionisti incaricati della progettazione strutturale, direzione dei lavori delle strutture e collaudo statico secondo le rispettive competenze professionali, e iscritti ai relativi Ordini o Collegi professionali di appartenenza, in base alle disposizioni di cui al decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti n. 58 del 28 febbraio 2017. I professionisti incaricati attestano anche la corrispondente congruità delle spese sostenute in relazione agli interventi agevolati.

Sanzioni per attestazioni e asseverazioni infedeli

Oltre all’ applicazione delle sanzioni penali ove il fatto costituisca reato, ai soggetti che rilasciano attestazioni e asseverazioni infedeli si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 2.000 a euro 15.000 per ciascuna attestazione o asseverazione infedele resa.
I soggetti stipulano una polizza di assicurazione della responsabilità civile, con massimale adeguato al numero delle attestazioni o asseverazioni rilasciate e agli importi degli interventi oggetto delle predette attestazioni o asseverazioni e, comunque, non inferiore a 500 mila euro, al fine di garantire ai propri clienti e al bilancio dello Stato il risarcimento dei danni eventualmente provocati dall’ attività prestata.
La non veridicità delle attestazioni o asseverazioni comporta la decadenza dal beneficio. L’organo addetto al controllo sull’ osservanza di questa disposizione è il Ministero dello sviluppo economico.

Rientrano tra le spese detraibili per gli interventi, quelle sostenute per il rilascio delle attestazioni e delle asseverazioni e del visto di conformità.

 

 

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