ERRATA TRASCRIZIONE NELL’OFFERTA: E’ POSSIBILE LA CORREZIONE

L’autorità nazionale anticorruzione (ANAC), con la delibera del 17 luglio 2019, n. 680 precisa che l’errata trascrizione, in un’offerta per un appalto pubblico, dei costi della sicurezza già fissati dalla stazione appaltante costituisce mero errore materiale e non legittima l’esclusione dalla gara.

L’Autorità ricorda che nel settore degli appalti pubblici vige il principio generale dell’immodificabilità dell’offerta, a tutela non soltanto dell’imparzialità e della trasparenza dell’agire della stazione appaltante, ma anche del principio della concorrenza e della parità di trattamento tra gli operatori economici che prendono parte alla procedura concorsuale.

Pertanto la stazione appaltante può sanare gli errori presenti nell’offerta nell’ambito di stringenti limiti, svolgendo un’attività interpretativa della volontà del dichiarante, nei soli casi in cui attraverso l’attività di ricostruzione sia possibile giungere ad esiti certi circa l’impegno negoziale assunto dal dichiarante.

In realtà, ha spiegato l’ANAC, l’offerta economica del concorrente può essere modificata, anche d’ufficio, in presenza di un mero errore materiale la cui correzione non alteri l’effettiva volontà dell’offerente e che risulti chiaramente dagli altri elementi dell’offerta economica stessa. In questo caso occorre la sussistenza di due condizioni: che sia possibile, attraverso l’attività interpretativa, giungere ad una rettifica degli elementi della dichiarazione che non lasci margini di incertezza; che l’interpretazione non faccia ricorso a fonti di conoscenza esterne alla dichiarazione di offerta della quale si tratta, né a dichiarazioni integrative dell’offerente.

 

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