FONDO NAZIONALE INNOVAZIONE: UN MILIARDO PER LE STARTUP

In Gazzetta Ufficiale finalmente quanto serve per dare via al nuovo fondo dei fondi. Un aiuto per le PMI e le startup innovative.

Un percorso iniziato prima dell’inizio dell’anno, con la Legge di Bilancio 2019, e che si è concluso ora con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dell’atto ministeriale che sancisce la nascita effettiva del Fondo Nazionale Innovazione (FNI). Quest’ultimo diviene di fatto un meccanismo di investimento pubblico, ma che opererà salvo casi eccezionali, seguendo le regole del mercato, offrendo però un’opportunità in più a startup e PMI, purché siano caratterizzate da quei valori di innovazione che sono specificati nel decreto stesso e che dovrebbero costituire un biglietto da visita per proiettare il nostro Paese sulla ribalta tecnologica.

Il FNI rientra in quella serie di iniziative del nostro Governo atte a far recuperare al Paese il terreno in termini di competitività, rendendolo “smart”, innovativo e all’avanguardia per poter essere pronto ad affrontare le sfide del piano strategico Europa 2020 e dello scenario mondiale attuale in cui ci troviamo.

L’istituzione del fondo è stata possibile grazie alla cessione da parte di Invitalia del 70% della propria partecipazione in Invitalia Ventures Sgr: questo ha consentito, come previsto dalla legge di Bilancio, la nascita del Fondo come veicolo gestito congiuntamente da Invitalia e Cassa depositi e Prestiti, che ha l’obiettivo di affermarsi come snodo centrale della politica industriale italiana verso le startup e più in generale l’innovazione.

Il FNI ha una dotazione finanziaria di partenza di circa 1 miliardo di euro e lo strumento operativo di intervento che verrà utilizzato è il Venture Capital, ovvero investimenti diretti e indiretti in minoranze qualificate nel capitale di imprese innovative con Fondi generalisti, verticali o Fondi di Fondi, a supporto di startup, scaleup e PMI innovative. Gli investimenti sono effettuati dai singoli Fondi del FNI in modo selettivo, in conformità con le migliori pratiche del settore, in funzione della capacità di generare impatto e valore sia per l’investimento sia per l’economia nazionale.

Con questo multifondo, attraverso l’investimento di risorse pubbliche e private nel settore dell’innovazione, si vuole cercare di contrastare la cessione, la dispersione di talenti nazionali, proprietà intellettuali e asset strategici che negli ultimi anni sono stati letteralmente “svenduti” all’estero.

Si vuole, di fatto, garantire una maggiore innovazione tecnologica alle imprese nazionali affinché possano diventare più performanti, maggiormente stabili economicamente e più competitive nel mercato globale, creando un “humus fertile” per il ritorno di nuovi investitori nazionali e internazionali che potrebbero contribuire a rilanciare l’economia del Paese.

Il FNI vuole infatti favorire gli investimenti, cosiddetti, ad “alto moltiplicatore occupazionale” al fine di creare nuove opportunità lavorative e nuove figure professionali.

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