Il DVR – “Documento Valutazione Rischi”: adempimento obbligatorio per tutte le aziende con almeno un lavoratore.

Il Documento di Valutazione dei Rischi, anche noto come DVR, è un adempimento valido per tutti i paesi della Unione Europea e rappresenta la trasposizione scritta della valutazione dei rischi presenti in un’azienda, che possono nuocere alla salute e alla sicurezza di ogni lavoratore e le misure di prevenzione e protezione attuate o da attuare per ridurli o prevenirli .

Esso è stato istituito dal D. Lgs. 626/94 e successivamente arricchito nelle sue funzioni dal D. Lgs. 81/2008 che ne ha sancito l’obbligatorietà: la mancanza di tale documento, infatti, può determinare ingenti multe e sanzioni per il datore di lavoro e lo stesso deve essere necessariamente redatto da tutte le aziende con almeno un lavoratore (indipendentemente dalla forma contrattuale) e conservato nella stessa struttura in formato cartaceo o informatico.

Il DVR, essendo uno strumento di gestione necessario della prevenzione dei rischi deve essere costantemente aggiornato: infatti, esso cambia e si evolve con le esigenze e la struttura dell’azienda e deve essere modificato nel caso in cui l’azienda cambi i suoi processi lavorativi, i macchinari, le strutture o nel caso in cui vi sia un mutamento importante che modifichi le condizioni di igiene o di sicurezza del lavoro, al fine di precisare un programma di azione e di prevenzione finalizzato ad attuare le azioni e le buona pratiche per prevenire i rischi.

La validità del documento non deriva pertanto da un controllo statico, quanto dalla capacità che la struttura e le informazioni del documento hanno di accompagnare il processo continuo di prevenzione.

 

Quando deve essere redatto il DVR?

In caso di:

  • costituzione di nuova impresa;
  • cambio sede;
  • sede distaccata.

In caso di nuova costituzione d’impresa, il datore di lavoro dovrà realizzare una nuova valutazione dei rischi sviluppando il nuovo DVR entro 90 gg dall’ inizio dell’attività; la data di riferimento per il conteggio dei 90 giorni è quella riportata sull’ autorizzazione di inizio attività come depositata presso la Camera di Commercio di riferimento.
Viene invece considerata una variazione lavorativa, un eventuale cambio di sede, piuttosto che l’apertura di una sede distaccata: questi casi richiedono quindi una revisione entro trenta giorni dall’avvenuta variazione.

Qual è la data certa di un DVR ?

Il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) deve permettere l’accertamento della data riportata (data certa), ovvero la data riportata deve essere “accertabile” in un determinato momento temporale. Per questo scopo si ritiene soddisfacente che la documentazione sia approvato e firmato dal RSPP, dal medico competente (se nominato) e dal RLS. Qualora non fosse nominato un medico competente o non fosse nominato un RLS, è possibile utilizzare dei sistemi di certificazione legalmente riconosciuti.

 

Chi deve redigere il DVR?

L’elaborazione del Documento di Valutazione dei Rischi è uno degli obblighi inderogabili del datore di Lavoro che dovrà effettuare la valutazione, redigerne e firmare il relativo documento, e occuparsi dei relativi aggiornamenti periodici e normativi qualora ne subentrassero.
Il datore di lavoro può avvalersi, nell’ elaborazione del Documento, di un consulente esterno  oppure può formare un lavoratore interno, che svolgerà la funzione di Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (R.S.P.P.), che oltre ad affiancarlo nella fase di valutazione, potrà contribuire alla definizione delle misure preventive e protettive anche in considerazione dell’evoluzione tecnica e dei nuovi prodotti disponibili sul mercato, collaborando altresì nella stesura del programma di miglioramento.

L’ RSPP, come stabilito dal D.lgs. 81/2008 è:

“la persona in possesso delle capacità e dei requisiti professionali di cui all’ articolo 32 designata dal datore di lavoro, a cui risponde, per coordinare il servizio di prevenzione e protezione dai rischi.” Questo ruolo può essere appunto ricoperto sia da un lavoratore dell’azienda (solitamente un dipendente che lavora da anni al suo interno) sia da una figura esterna (consulente) che abbia intrapreso un percorso di formazione specifico e ottenuto le relative abilitazioni ministeriali. Solitamente la redazione del DVR avviene dopo un sopralluogo effettuato dal tecnico specializzato assieme al datore di lavoro o suo delegato, durante il quale vengono analizzati e valutati i rischi che rispecchiano tutta la realtà aziendale.

Il DVR, infatti,  deve contenere una valutazione di tutti i rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori: rischi legati al luogo fisico, al processo produttivo e insieme ad essi vengono valutate anche le attività lavorative di ogni singolo lavoratore anche in riferimento alle sostanze e preparati chimici impiegati, alla scelta delle attrezzature di lavoro ed alla sistemazione dei luoghi di lavoro.
Viene inoltre fatta esplicita menzione alla valutazione dello Stress Lavoro Correlato, ed ai rischi riguardanti la lavoratrici in stato di gravidanza, due aspetti significativamente evidenziati per l’importanza e per il peso specifico che hanno assunto all’interno delle aziende soprattutto nell’ultimo decennio.

Oltre alla valutazione di tutti i rischi inoltre il documento deve contenere una relazione esaustiva che descriva i criteri adottati per tale valutazione, rischio per rischio, ed in modo che il documento risulti facilmente comprensibile anche ai non strettamente addetti ai lavori.

Nei casi in cui la legge preveda il protocollo di sorveglianza sanitaria, e dunque la presenza del Medico Competente, il documento deve essere elaborato in collaborazione con quest’ultimo, per quanto attiene gli ambiti di competenza specifica. Infine una copia del DVR va tempestivamente consegnata al Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza, che ne prende visione e deve essere consultato anche preventivamente in riferimento al contenuto della valutazione dei rischi, come da art 50 comma 1b) e comma 5, del Testo Unico.

Cosa deve contenere il DVR?

Il DVR deve contenere:

  1. La descrizione dell’azienda e l’organigramma della sicurezza
  2. La valutazione dei rischi generici per la salute e la sicurezza, presenti nella maggior parte delle realtà aziendali, a cui sono esposti i lavoratori;
  3. L’indicazione delle misure di prevenzione e protezione messe in atto dopo la valutazione;
  4. L’indicazione delle misure di prevenzione e di protezione da mettere in atto per garantire il miglioramento della sicurezza sul luogo di lavoro.
  5. La valutazione dei rischi specifici. Quest’approfondimento viene inserito solo nel momento in cui se ne fa richiesta sul DVR . Ad esempio, aziende che operano in uno specifico settore con lavoratori esposti a rumori, vibrazioni, radiazioni o di prodotti chimici quali gas, vapore e/o liquidi.
  6. Il documento di valutazione dei rischi deve riportare la data di redazione del documento, la firma del datore di lavoro, quella del responsabile del  servizio di prevenzione e protezione RSPP , del medico competente (ove previsto) e del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (RLS), se presente.

Per alcune aziende ritenute a basso rischio esistono delle procedure standardizzate per la valutazione dei rischi, che consiste in un modello semplificato, proposto dal ministero del lavoro, che può essere usato come traccia per la predisposizione del DVR.

Quali sono le tempistiche per la redazione del DVR?

Il datore di lavoro è obbligato ad effettuare la valutazione dei rischi, elaborando il documento entro 90 giorni dalla data di inizio dell’attività, anzi, per dimostrare di aver effettuato la valutazione dei rischi nel minor tempo possibile, sarebbe opportuno effettuare la stesura del DVR prima dell’inizio attività. 

Il D.Lgs. 81/08, infatti,  negli articoli 28 e 29  integrati per maggior chiarezza dal legislatore con il comma 3-bis recita testualmente che: “In caso di costituzione di nuova impresa, il datore di lavoro è tenuto ad effettuare immediatamente la valutazione dei rischi elaborando il relativo documento entro novanta giorni dalla data di inizio della propria attività.

Tuttavia, la Legge 161/14, ha integrato il contenuto degli articoli 28 comma 3-bis e 29 comma 3 del D.Lgs. 81/08 aggiungendo il seguente periodo: “Anche in caso di costituzione di nuova impresa, il datore di lavoro deve comunque dare immediata evidenza, attraverso idonea documentazione, dell’adempimento degli obblighi di cui al comma 2, lettere b),c),d),e), f), e al comma 3, e immediata comunicazione al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza” […].

Con questa nuova integrazione il datore di lavoro, che avvia una nuova attività deve immediatamente (quindi prima dei 90 giorni) provvedere ad elaborare idonea documentazione, al cui interno siano riportate:

  • le misure di protezione e prevenzione adottate e i DPI utilizzati;
  • le indicazioni inerenti il programma delle misure di miglioramento;
  • le procedure da attuare e le figure aziendali che devono occuparsene;
  • le mansioni maggiormente esposte a rischi specifici e che richiedono una riconosciuta capacità professionale, specifica esperienza, adeguata formazione e addestramento;
  • il nominativo del RSPP, del RLS ed, eventualmente, del Medico competente, che hanno partecipato alla valutazione dei rischi.

 

Ogni quanto deve essere aggiornato il DVR?

Gli Artt. 28 e 29 del Dl 81/08 non stabiliscono la data di scadenza del DVR, ma stabiliscono che tale documento deve essere aggiornato entro 30 giorni in seguito a:

  1. Variazioni importanti del processo produttivo o dell’organizzazione aziendale, ad esempio l’introduzione di nuove mansioni, modifiche dei luoghi di lavoro e l’acquisto di nuovi strumenti;
  2. in relazione al grado di evoluzione della tecnica;
  3. Infortuni o mancati infortuni;
  4. Mancanze o esigenze derivanti dai risultati della sorveglianza sanitaria o da indagini tecniche di rischio, ad esempio problemi di salute legati all’ attività o risultati negativi dell’indagine fonometrica per il rischio rumore.

A seguito del verificarsi di una delle evenienze sopra riportate,è necessario darne sollecita evidenza, attraverso la creazione di adatta documentazione, informando immediatamente il RLS.

 

Quali sono le sanzioni previste per la mancata compilazione del DVR? E quali sono gli organi designati per il controllo?

In caso di mancata redazione del DVR entro i tempi stabiliti dalla legge, gli organi di controllo e gli enti addetti alla verifica possono predisporre sanzioni che vanno dai 3.000 fino ai 15.000 euro a carico del Datore di Lavoro, e pene detentive fino ad un massimo di otto mesi!

Inoltre, la mancata redazione del DVR, se ripetuta, può provocare l’interruzione dell’attività imprenditoriale.

Gli enti che possono effettuare i controlli sono i seguenti:

  • ATS
  • l’INPS;
  • l’INAIL;
  • I Vigli del Fuoco;

 

Seppure il sistema sanzionatorio sia previsto a tutti i livelli, il datore di lavoro per la sicurezza dei lavoratori, resta comunque sempre il massimo responsabile in azienda in caso di inottemperanza, negligenza o grave errore (proprio per questo motivo è importante che all’ interno del documento di valutazione dei rischi oltre al piano d’intervento vi sia uno schema chiaro contenente l’organigramma aziendale con i nominativi delle figure responsabili della sicurezza in azienda).

 

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