Le tecnologie abilitanti come strumento di ripresa delle imprese italiane: l’importanza del credito d’imposta Formazione 4.0!

Nell’ultimo anno a causa del Covid, il mondo del lavoro è profondamente cambiato. Indubbiamente le tecnologie abilitanti e lo smart-working sono stati strumenti rilevanti fondamentali nella ripresa e nel prosieguo delle attività professionali e della produzione industriale.

A seguito del lockdown, vi è stata la necessità di modificare ed innovare le modalità di svolgimento delle attività lavorative: infatti, mentre in precedenza le tecnologie di Industria 4.0 erano considerate solo come strumenti funzionali all’aumento della produttività e della competitività, oggi tale prospettiva è profondamente cambiata.

Allo stato attuale, infatti, le tecnologie abilitanti, costituiscono strumenti importantissimi e consentono la digitalizzazione dei processi aziendali di gestione e di produzione e la corretta interazione e collegamento delle varie aree aziendali.

Un aspetto fondamentale durante l’emergenza Covid, ha riguardato la possibilità di controllare e di intervenire in tempo reale così da gestire a distanza diminuendo il più possibile i guasti dei macchinari: a tal proposito, basti pensare a quanto uno strumento come l’interfaccia uomo-macchina sia stato fondamentale nel monitoraggio e controllo da remoto in ambito industriale, consentendo la continuazione delle attività o ancora a quanto la realtà virtuale e robotica collaborativa avanzata abbiano consentito di non interrompere i processi produttivi.

In base a tale visione, dunque, bisogna cambiare prospettiva: infatti, le tecnologie abilitanti costituiranno sempre più un prerequisito per tenere aperte le aziende consentendo alle stesse di continuare le proprie attività e dunque di sopravvivere alla crisi, consentendo il funzionamento ottimizzato e automatizzato dei sistemi di produzione con un livello di facilità d’uso senza precedenti.

Ognuna delle tecnologie abilitanti di Industria 4.0 potrà dare il proprio contributo nel permettere alle aziende di essere competitive aiutandole a garantire un adeguato livello di distanziamento sociale, permettendo ad esempio di diminuire gli assembramenti nei siti produttivi, senza comportare però un aumento della disoccupazione.

L’Industria 4.0 riguarda proprio la completa digitalizzazione del settore produttivo industriale che si prevede in sviluppo per il prossimo futuro anche in ambienti difficili e in quest’ottica sarà fondamentale garantire un adeguato livello di formazione del personale dipendente.

A tal proposito un’occasione importante di crescita e di specializzazione è indubbiamente rappresentata dal Credito d’imposta Formazione 4.0 che consiste in un’agevolazione fiscale di cui possono beneficiare tutte le imprese senza distinzione di forma giuridica e settore economico, agli enti non commerciali che esercitano attività commerciali, che abbiano sede in Italia (ad esclusione delle imprese in difficoltà).

Sono ammesse al beneficio fiscale le attività di formazione per acquisire o consolidare le competenze nelle tecnologie rilevanti per la realizzazione del processo di trasformazione tecnologia e digitale delle imprese, in ottica 4.0.

Nello specifico le attività di formazione riguardanti le seguenti tecnologie:

  • big data e analisi dei dati;
  • cloud e fog computing;
  • cyber security;
  • simulazione e sistemi cyber-fisici;
  • prototipazione rapida;
  • robotica avanzata e collaborativa;
  • sistemi di visualizzazione, realtà virtuale e realtà aumentata;
  • interfaccia uomo-macchina;
  • manifattura additiva (o stampa tridimensionale);
  • internet delle cose e delle macchine;
  • integrazione digitale dei processi aziendali.

Se le attività di formazione sono commissionate ad un soggetto terzo esterno sono ammessi:

  • i soggetti accreditati per lo svolgimento delle attività di formazione finanziata, le università e i soggetti in possesso della certificazione di qualità Uni En Iso 9001:2000 settore EA 37 (formazione/istruzione);
  • Istituti tecnici superiori vengono escluse la formazione ordinaria o periodica obbligatoria (es. salute e sicurezza).

I destinatari sono il personale dipendente, anche a tempo determinato, e il personale con contratto di apprendistato.

Le spese ammissibili in attività di formazione devono essere relative ai costi di:

  • personale dipendente per il tempo occupato nella formazione;
  • personale dipendente che svolga attività di docenza, fino ad un massimo del 30% della retribuzione complessiva annua;
  • indennità di trasferta erogate al lavoratore in caso di attività formative svolte presso la sede di un’altra azienda dello stesso gruppo, o per imprese che hanno più sedi operative;
  • i formatori impegnati nell’attività formativa;
  • spese di esercizio: come viaggio, alloggio, materiali e forniture, costo di ammortamento di strumenti e attrezzature relative al progetto di formazione;
  • servizi di consulenza connessi al progetto di formazione;
  • spese generali indirette (spese amministrative, locazione, spese generali) per le ore durante le quali i partecipanti hanno seguito la formazione;
  • certificazione della documentazione contabile nel limite massimo di € 5.000.

L’utilizzo del credito è ammesso solo in compensazione a partire dal periodo di imposta successivo a quello in cui si sono sostenute le spese.

L’agevolazione comprende un credito d’imposta (il cui utilizzo è ammesso solo in compensazione nel periodo di imposta successivo a quello in cui si sono sostenute le spese)  pari al:

  • 50% per le piccole imprese(fino ad un massimo di € 300.000)
  • 40% per le medie imprese(fino ad un massimo di € 250.000)
  • 30% per le grandi imprese(fino ad un massimo di € 250.000).
  • 60% se l’attività di formazione riguarda dipendenti svantaggiati o molto svantaggiati (come definiti dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, nel Decreto del 17 ottobre 2017).

 

 

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