Linee guida Anac: affidamento diretto “mediato”.

Le nuove linee guida Anac n.4 (approvate con Decreto n. 636/2019), non approfondiscono i problemi riguardo le condizioni reali che i Responsabili Unici del Procedimento (RUP) devono usufruire per pervenire all’affidamento diretto nell’ambito di lavori nel range incluso tra 40/150 mila euro e per servizi/forniture nel range di importo tra 40 mila euro fino al sotto-soglia comunitario (articolo 35 del Codice dei Contratti).
Con l’ultima documentazione, l’Anac intende adeguare le Linee guida ai rilievi mossi in sede comunitaria, in particolar modo riguardo la questione inerente le esclusioni automatiche (Comma 8 dell’articolo 97).
Il Decreto Sblocca Cantieri, convertito nella Legge n. 55/2019, ha stabilito che per lasciar fuori un soggetto, è indispensabile una certificazione progettata dal RUP, il quale certifica che l’appalto di cui si parla non contenga coinvolgimenti oltre confine.
Riguardo la questione relativa agli affidamenti diretti <>, l’Anac non entra in merito alla questione poiché al momento sono richiesti un minimo di tre operatori per quei lavori che vanno tra i 40/150 mila euro e di cinque operatori in caso di servizi e forniture (nel range compreso tra 40 mila euro e il sotto-soglia). Questo aspetto non deve essere sottovalutato soprattutto se ci soffermiamo sulla soglia interna. Ad esempio, i servizi sociali; questi hanno una soglia di 750 mila euro. Se ci soffermiamo su questa tipologia, si ricorre ad un affidamento diretto <> che come divario principale riguardo all’affidamento diretto ha il confronto tra i preventivi, articolo 36, comma 2, lettera a) del Codice dei Contratti, il RUP può procedere anche senza il raffronto dei preventivi nei casi in cui la cifra si aggiri intorno ai 40 mila euro.
Conoscendo il contenuto della Legge di Conversione 55/2019, si deve tener presente che questo iter può avvalersi di una nuova modalità di procedura di acquisizione.
Le modifiche rappresentano il potere di “delega” al RUP, proprio sull’iter da usufruire per scegliere con quali appaltatori si deve iniziare una competizione analizzando i preventivi e/o proposte tecniche ed economiche. Malgrado per gli appalti che riguardano servizi e/o forniture, l’iter rimane uguale (scelta in albo o indagine di mercato), non si conosce ancora se tutto ciò deve essere riportato attraverso un avviso pubblico.
Tali manchevolezze portano a riflettere e a pensare che il RUP può selezionare gli operatori e questo vale anche per i lavori. Ad esempio, unendo l’avviso per manifestare l’interesse a quello per presentare le proposte tecnico/economiche, come una specie di bando. Questa pratica viene utilizzata nell’iter quotidiano degli Enti.
E’ giusto però che per i RUP ci sia la possibilità di un chiarimento, il quale può venire dalla stessa autorità anticorruzione e quindi ricevere indicazioni utili per l’avvio dei nuovi procedimenti di acquisizione.

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