Oneri certificativi propedeutici al credito d’imposta R&S, Innovazione e Design: la risposta 265 del 14 Agosto 2020 dell’Agenzia delle Entrate

 

Con la risposta n. 265 del 14 agosto 2020 l’Agenzia delle Entrate è intervenuta in merito agli oneri certificativi propedeutici al Credito d’imposta sino al 50% per gli investimenti incrementali in R&S 2015-2019 ex art. 3 DL 145/2013, comma 11, come da ultimo modificato prevedendo la necessità di richiedere analoga certificazione, per il Credito d’imposta R&S, Innovazione e Design 2020.

Al  fine del riconoscimento del credito d’imposta, è necessario che l’effettivo sostenimento delle spese ammissibili e la corrispondenza delle stesse alla documentazione contabile predisposta dall’impresa risultino da apposita certificazione rilasciata dal soggetto incaricato della revisione legale dei conti.

Più precisamente la risposta dell’ Agenzia delle Entrate precisa, innanzitutto, che è la fruizione del credito, ossia il suo utilizzo in compensazione, ad essere subordinato all’obbligo di certificazione.

Pertanto, l’utilizzo in compensazione del credito maturato in un determinato periodo agevolabile non potrà iniziare, se non a partire dalla data in cui viene adempiuto l’obbligo di certificazione.

Per le imprese non obbligate per legge alla revisione legale dei conti, la certificazione è rilasciata da un revisore legale dei conti o da una società di revisione legale dei conti, iscritti nella sezione A del registro di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 39.

Solo per quest’ultime è previsto un credito d’imposta aggiuntivo, nei limiti di 5000 euro, a copertura dei costi di certificazione.

Come indicato dalla Circolare 8/E del 2019 di Agenzia delle Entrate, la Legge di Bilancio 2019 (comma 70, art. 1 L. 145/2018) ha esteso l’obbligo di certificazione della documentazione contabile delle spese rilevanti ai fini del calcolo del beneficio (sia del periodo agevolato e sia dei periodi di media) a tutti soggetti beneficiari e, dunque, anche di fatto alle imprese di grandi dimensioni.

Tale previsione si rende applicabile, è il caso di precisare, già a partire dal credito d’imposta maturato in relazione al periodo d’imposta 2018 (rectius: periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2018).

Fino al 2017, invece, le società sottoposte al controllo legale dei conti non erano tenute ad una certificazione della documentazione contabile ad hoc, che invece era obbligatoria per imprese non soggette a revisione legale dei conti e prive di un collegio sindacale.

Nella risposta 265, Agenzia delle Entrate enfatizza la differenza tra ordinaria revisione legale dei conti e certificazione della documentazione contabile per il Credito d’imposta R&S, specificando che le procedure messe in atto dal revisore contabile sono diverse da quelle applicabili alla certificazione della documentazione contabile ai fini della fruizione del bonus ricerca e sviluppo.

Precedentemente, la circolare 10 aprile 2019, n. 8/E, nel commentare le modifiche normative che hanno reso la certificazione un requisito essenziale ai fini della fruizione del credito di imposta, aveva già affermato che “L’attività di certificazione della documentazione contabile delle spese, quindi, deve assicurare la verifica della regolarità formale dei documenti e dei contratti rilevanti ai fini dell’applicazione della disciplina agevolativa e la loro corrispondenza alle scritture contabili e alle risultanze di bilancio.

Quanto alla procedura con cui deve essere svolta l’attività di certificazione, si ritiene, stante la natura e le finalità della stessa, che tale attività non possa essere svolta, in analogia con le attività di revisione del bilancio, con criteri di selezione a campione dei documenti o dei contratti da verificare”. Dunque, conclude Agenzia nella risposta 265, la certificazione della documentazione contabile per la fruizione del bonus presuppone un’attività che non per forza deve essere effettuata periodicamente nel corso dell’esercizio. 

In merito alla certificazione della documentazione contabile è intervenuta, altresì, la risposta 246 del 5 agosto 2020, con la quale Agenzia delle Entrate ha chiarito che le PMI innovative sono incluse tra le imprese obbligate per legge alla revisione legale dei conti, pertanto le spese sostenute per le attività di certificazione della documentazione contabile non incrementano il credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo cui l’impresa ha diritto di fruire.

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