Presentazione domande entro il 30 Settembre 2020 per l’accesso al CREDITO D’IMPOSTA per le EDICOLE.

 

Per l’anno 2020 la “finestra temporale” per poter beneficiare del “Credito d’imposta per le Edicole” e dunque per poter procedere con l’invio della domanda telematica, attraverso la procedura disponibile nell’area riservata del portale “impresainungiorno.gov.it”, è aperta tra il 1° ed il 30 settembre 2020: pertanto, le imprese che intendono accedere al beneficio, potranno presentare apposita domanda, per via telematica, utilizzando il modello disponibile sul sito internet del Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Per l’anno 2020 tale credito d’imposta è riconosciuto a:

  • gli esercenti attività commerciali che operano esclusivamente nel settore della vendita al dettaglio di giornali, riviste e periodici;
  • gli esercenti attività commerciali di vendita di merci abilitati alla vendita di quotidiani o periodici alle condizioni stabilite dall’ articolo 2, comma 3, del decreto legislativo n. 170 del 24 aprile 2001, cosiddetti “punti vendita non esclusivi”, anche se la predetta attività commerciale non rappresenta l’unico punto vendita al dettaglio di giornali, riviste e periodici nel comune di riferimento (novità introdotta dalla Manovra 2020);
  • le imprese di distribuzione della stampa che riforniscono giornali quotidiani e/o periodici a rivendite situate nei comuni con una popolazione inferiore a 5.000 abitanti e nei comuni con un solo punto vendita (novità introdotta dal dl Cura Italia).

Con il dl Cura Italia, è stato innalzato a 4.000 euro l’importo massimo di credito di imposta attribuibile a ciascun avente diritto, e sono state ampliate le spese ammesse all’agevolazione.

Dunque, per l’anno 2020, il credito di imposta per le edicole è parametrato agli importi pagati per i locali in cui si esercita l’attività, nell’anno precedente a quello dell’istanza di accesso al credito di imposta, con riferimento ad una serie di voci:

  • imposta municipale unica – IMU;
  • tassa per i servizi indivisibili – TASI;
  • canone per l’occupazione di suolo pubblico – COSAP;
  • tassa sui rifiuti – TARI;
  • spese per locazione, al netto dell’imposta sul valore aggiunto (IVA),
  • spese per i servizi di fornitura di energia elettrica;
  • spese per i servizi telefonici e di collegamento a Internet;
  • spese per i servizi di consegna a domicilio delle copie di giornali.
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