PULIZIA E SANIFICAZIONE IN AZIENDA DIFFERENZE, MODALITA’ E PERIODICITA’:LA SCELTA TRA DITTE SPECIALIZZATE E FAI DA TE AI TEMPI DEL CORONAVIRUS.

Quali sono le differenze tra pulizia e sanificazione?

In questo periodo di emergenza termini come Pulizia e Sanificazione sono ormai entrati nel gergo comune insieme alle misure di prevenzione dal contagio dal Covid-19 quali lavarsi spesso le mani, indossare la mascherina e mantenere il distanziamento sociale.

Spesso tali termini vengono usati come sinonimi generando confusione, ma sulla base del DM 274/1997 ,si rende necessaria una netta distinzione tra:

  • Pulizia lettera a) sono attività di pulizia quelle che riguardano il complesso dei procedimenti e operazioni atti a rimuovere polveri, materiale non desiderato o sporcizia da superfici, oggetti, ambienti confinanti ed aree di pertinenza.
  • Disinfezione lettera b) sono attività di disinfezione quelle che riguardano il complesso dei procedimenti e operazioni atti a rendere sani determinati ambienti confinanti e aree di pertinenza mediante la distruzione o inattivazione di microrganismi patogeni
  • Sanificazione lettera e) Sono attività di sanificazione quelle che riguardano il complesso dei procedimenti e operazioni atti a rendere sani determinati ambienti mediante l’attività di pulizia /o di disinfestazione ovvero mediante il controllo e il miglioramento delle condizioni del microclima per quanto riguarda la temperatura, l’umidità e la ventilazione ovvero per quanto riguarda l’illuminazione e il rumuore.

IN PRATICA:

  • Le operazioni di pulizia servono a rimuovere dalle superfici il grosso dello sporco, mediante azione meccanica (uso di scopa e paletta, aspirapolvere, ecc.), abbinata all’azione chimica dei prodotti detergenti, passati a mano o attraverso l’uso di attrezzature specifiche (lavapavimenti, lavamoquette, ecc)  e possono essere svolte , da qualsiasi impresa di pulizia che ne abbia  l’idoneità tecnico professionale  (ai sensi dell’art. 26 D.Lgs. 81/08).
  • Il concetto di sanificazione  va ben oltre il concetto di pulizia e la stessa può essere svolta solo da imprese in possesso di specifica abilitazione a norma di legge, con la presenza in organico di una figura specializzata, il preposto alla gestione tecnica.

La sanificazione infatti,  è l’insieme di tutti i processi necessari per consentire all’ uomo una vita, lavorativa e non, senza rischi per la propria salute che possiamo riassumere in una formula:

Sanificazione = Pulizia + Disinfezione + Ventilazione

Infatti, solo un ambiente pulito, disinfettato e ben aerato riduce al minimo la probabilità di sopravvivenza della maggior parte dei virus.

In base al Protocollo anti-contagio Covid-19 per gli ambienti di lavoro è OBBLIGATORIO PER IL DATORE DI LAVORO garantire la pulizia giornaliera e la sanificazione periodica di:

  • Locali
  • Ambienti
  • Postazioni di lavoro
  • Aree comuni e di svago

Non vengono dimenticate le aree adibite a spogliatoio, per lasciare nella disponibilità dei lavoratori luoghi per il deposito degli indumenti da lavoro e garantire loro idonee condizioni igieniche sanitarie, oltre ai locali mensa ed alle tastiere dei distributori di bevande e snack.

 

Posso pulire e sanificare la mia azienda senza rivolgermi ad un’azienda specializzata?

Questa è una delle principali domande che le aziende si pongono in questo periodo. Nel protocollo anti-contagio Covid-19 per gli ambienti di lavoro non è presente alcun riferimento sull’ obbligo (o raccomandazione) di affidare la pulizia e sanificazione ad impresa specializzata.

Unica condizione stringente presente è quella di svolgere tali operazioni secondo le indicazioni del Ministero della Salute, come da Circolare n.5443 del 20 marzo 2020, nei seguenti casi:

  • Alla riapertura delle aziende ubicate in aree geografiche a maggiore endemia
  • Nelle aziende in cui si sono registrati casi sospetti
  • Presenza di una persona Covid-19

Premesso che prima di affidarsi al fai-da-te occorrerà valutare di possedere tutte le capacità tecnico-professionali per svolgere in modo efficiente ed efficace la pulizia e sanificazione del proprio ambiente di lavoro, non essendo presente alcuna causa impeditiva l’azienda potrà svolgere in autonomia tali operazioni, con l’accortezza di attenersi alle indicazioni della circolare ministeriale qualora rientri in uno dei casi sopracitati.

È quindi necessario considerare con estrema attenzione le possibili implicazioni e gli effetti negativi del fai da te, affidarsi a imprese qualificate (e abilitate, come vedremo tra poco) non può che essere, nella maggior parte dei casi, la scelta migliore.

 

SANIFICAZIONE FAI DA TE:

Prima di decidere di non esternalizzare il servizio di sanificazione degli ambienti di lavoro, fermo restando i casi di applicazione delle procedure specifiche indicate nella Circolare n.5443, l’impresa che già non dispone di addetti alle pulizie tra le mansioni aziendali dovrà:

  • Informare, formare ed istruire gli addetti sulle tecniche e procedure per una corretta pulizia e sanificazione degli ambienti di lavoro
  • Acquistare e fornire ai lavoratori idonei DPI per lo svolgimento in sicurezza delle operazioni di sanificazione
  • Istruire i lavoratori sull’uso dei DPI (vestizione, pulizia, smaltimento)
  • Aggiornare il DVR (in caso di utilizzo di nuovi prodotti chimici, come i disinfettanti)
  • Verificare con il Medico Competente eventuali necessità di aggiornamento del piano sanitario

 

AFFIDAMENTO SANIFICAZIONE AD UN’IMPRESA ESTERNA:

Hai deciso di affidarti a gente del mestiere? Allora devi sapere che tecnicamente stai appaltando un servizio, Il D.Lgs. 81/08 prevede precisi obblighi per il Datore di lavoro, in questo periodo integrati da ulteriori disposizioni contenute nel Protocollo anti-contagio.

1)Come posso verificare l’idoneità tecnico professionale dell’impresa?

Dalla visura camerale dell’azienda, da richiedere alla stessa insieme ad un’autocertificazione sul rispetto degli obblighi previsti dall’art. 26 D.Lgs. 81/08.

2)Come faccio a verificare l’abilitazione per la sanificazione?

Controlla il camerale nella sezione Abilitazioni, se l’impresa ha i requisiti morali e/o tecnico professionali troverai indicazione dei requisiti accertati per la Lettera e) del DM 247/97 e vi sarà anche l’indicazione del Preposto alla gestione tecnica.

3)Cosa fare prima e durante la sanificazione?

Durante la sanificazione ovviamente dovrai attenerti alle indicazioni dell’impresa. Non dimenticarti tuttavia di:

  • Informare il personale dell’impresa di pulizie (e sanificazione) circa le disposizioni dell’Autorità.
  • Consegnare all’impresa un’informativa completa sulle disposizioni aziendali in materia di gestione del rischio Covid-19.
  • Vigilare  affinchè siano rispettate integralmente tutte le disposizioni di sicurezza.

Informare, consegnare, vigilare, sono tutte disposizioni previste dal Protocollo anti contagio Covid-19. Nessuno può sottrarsi, meno chi interviene per interventi legati a prevenire il rischio Coronavirus.

4) Cosa è la certificazione di avvenuta sanificazione?

Se hai un contratto o preventivo firmato, insieme alla visura camerale ed alla fattura regolarmente emessa dall’impresa, disponi già di quanto necessario per dimostrare l’avvenuta sanificazione secondo normativa.

Alcune imprese rilasciano un certificato di avvenuta sanificazione, non è obbligatorio ma se presente può essere buona idea esporlo all’ingresso.

Non ti resta che consegnare i documenti rilasciati dall’impresa di pulizie al tuo commercialista!

 

Quali sono le procedure di sanificazione per il COVID – 19?

Le evidenze disponibili consentono con ragionevole certezza di affermare che i principi attivi del virus Covid-19 sono efficacemente inattivati da procedure di sanificazione adeguate che includono l’utilizzo dei comuni disinfettanti, quali:

  • Ipoclorito di sodio(0.1% -0,5%), contenuto nella comune candeggina o varechina, che si trova in commercio contenuta in flaconi diluita al 5 o 10%.
  • Etanolo (62-71%) o alcol etilico
  • Perossido di idrogeno (0.5%), meglio conosciuto con il nome di acqua ossigenata.

L’uso dell’ipoclorito di sodio e dell’etanolo, nelle corrette diluizioni, è obbligatorio nei casi di applicazione della Circolare n. 5443 del Ministero della Salute. In ambito sanitario è inoltre possibile l’uso di perossido di idrogeno.

Sono presenti altre tecniche di sanificazione, che possono prevede l’uso di prodotti contenenti, ad esempio, sali quaternari d’ammonio o ozono, fino all’uso degli ultravioletti UVC.

Ogni tecnica di sanificazione ha i suoi pro e contro, occorrerà quindi operare una scelta ponderata, possibilmente affidandosi a gente esperta e del settore.

 

Come stabilire la periodicità della sanificazione?

Il Protocollo anti contagio Covid-19 per gli ambienti di lavoro richiede, oltre alla pulizia giornaliera, l’esecuzione di una sanificazione periodica.

Fermo restando l’obbligo, nelle aree geografiche a maggiore endemia o nelle aziende in cui si sono registrati casi Covid, di eseguire alla riapertura una sanificazione straordinaria, le successive sanificazioni dovranno svolgersi secondo quanto stabilito dal Datore di lavoro.

A tal fine nel Protocollo Covid-19 per gli ambienti di lavoro non si rinviene alcuna indicazione in merito, invece presente nell’ analogo protocollo per i cantieri, dove si stabilisce che “la periodicità della sanificazione  verrà stabilita dal datore di lavoro in relazione alle caratteristiche ed agli utilizzi dei locali e mezzi di trasporto, previa consultazione del medico competente aziendale e del Responsabile di servizio di prevenzione e protezione, dei Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (RLS o RSLT territorialmente competente)”.

A tal fine è quindi opportuno, nella scelta del periodo in cui ripetere le operazioni di sanificazione, coinvolgere i componenti del Comitato per l’applicazione e la verifica delle regole del protocollo di regolamentazione.

 

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