Q Consulting Srls: soluzioni per la finanza agevolata

Continua il trend positivo fatto registrare dai pagamenti delle Pubbliche Amministrazioni italiane. Secondo i dati forniti dal sistema informativo della PCC (Piattaforma Certificazione Crediti), lo scorso anno sono state versate oltre 20 milioni di fatture, i cui tempi di pagamento hanno mostrato una sensibile riduzione rispetto al passato (10 giorni rispetto al 2017 e 16 rispetto al 2016).

Pagamenti enti locali

La tendenza descritta dalla piattaforma MEF coinvolge buona parte del Paese, nonché quasi tutti i comparti della PA, nonostante le differenze a livello territoriale restino ancora marcate. Rispetto alla media nazionale, il Nord del Paese fa registrare tempi più bassi (circa 8 giorni), mentre il Mezzogiorno arranca, con un dato superiore di oltre 10 giorni. Nelle regioni del Centro Italia, invece, i tempi medi dei pagamenti delle PA risultano 3 giorni superiori alla media. Differenze notevoli sono evidenti anche nei pagamenti degli enti locali, con le Province che mostrano un ritardo significativo rispetto alle Regioni e alle Città Metropolitane. Per quanto riguarda i Comuni, invece, quelli che accumulano i ritardi maggiori sono le città tra i 10.000 e i 60.000 abitanti; seguono i Comuni oltre i 60.000 abitanti e quelli sotto i 10.000. Questi ultimi hanno un ritardo medio rispetto ai termini di legge di un solo giorno, rispetto agli 8 dei precedenti.

I pagamenti delle PA

Secondo la legge, le Pubbliche Amministrazioni sono tenute a pagare le fatture entro il trentesimo giorno dalla data del loro ricevimento, eccezion fatta per gli enti appartenenti al Servizio Sanitario Nazionale, per i cui pagamenti è previsto un termine massimo di 60 giorni. Rispettare tali scadenze è fondamentale, poiché consente all’economia nazionale di funzionare in maniera corretta, senza accumulare ritardi e rispettando le direttive comunitarie in vigore. Non bisogna dimenticare, infatti, che la Commissione Europea esegue controlli rigorosi e puntuali. In seguito all’introduzione delle fatture elettroniche, il cui utilizzo è diventato obbligatorio a partire dall’aprile del 2015, il pagamento delle fatture PA ha visto una progressiva riduzione dei tempi, come indicato dalla piattaforma certificazione crediti.

Fatture non pagate cosa fare?

Come comportarsi se le Pubbliche Amministrazioni non pagano (o ritardano a pagare) i propri debiti? Il decreto legislativo numero 192 del 2012, che recepisce la normativa comunitaria 2011/7/UE, afferma che ogni PA deve ottemperare ai propri doveri nei termini fissati dalla legge. Dei suddetti doveri fanno parte anche i pagamenti da versare a propri creditori in cambio di forniture, somministrazioni, prestazioni ed appalti. Oltre i termini indicati, scatta la mora. Qualora i pagamenti delle fatture PA non rispettino i tempi indicati dalla legge, è possibile percorrere una delle 4 strade indicate di seguito. Professionisti ed imprese possono richiedere la certificazione del pagamento del credito, ovvero: attendere il versamento; compensare la somma presso l’Agenzia delle Entrate; effettuarne la cessione, oppure chiederne un anticipo presso banche abilitate; interpellare il giudice civile per ottenere un titolo esecutivo. Se hai bisogno di un intermediario con la giusta esperienza contatta Q Consulting Srls, società di consulenza per aziende i cui servizi rispondono ad ogni esigenza.

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