RESTO AL SUD RILANCIA E CAMBIA VOLTO: INCENTIVI ANCHE PER PROFESSIONISTI E UNDER 46

E’ attesa a giorni la pubblicazione in «Gazzetta Ufficiale» del decreto del Mise che cambia volto alla Misura “Resto al Sud” recependo le novità introdotte dalla Legge di Bilancio di quest’anno (L. 145/2018) che ha allargato gli incentivi anche ai liberi professionisti e non solo ai giovani imprenditori, ritoccando anche l’età.

Ricordiamo che Resto al Sud è l’incentivo, introdotto dall’ordinamento italiano dal D.L. n. 91/2017, volto a sostenere la nascita di nuove attività imprenditoriali nelle regioni del Mezzogiorno. In un primo momento l’agevolazione era riservata all’avvio di attività d’impresa e fino a un limite massimo di età di 35 anni.

Nella versione 2019, invece, sono ricompresi tra i fruitori dell’incentivo anche i liberi professionisti e il limite di età è stato innalzato a 45 anni. Dopo la pubblicazione in G.U., gli interessati potranno presentare i propri progetti sulla piattaforma online di Invitalia, l’ente gestore della misura.

Possono richiedere l’agevolazione coloro che hanno un’età compresa tra 18 e 45 anni e sono residenti in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia al momento della presentazione della domanda oppure che decidono di trasferire la propria residenza nelle suddette regioni dopo aver presentato la domanda, entro massimo 60 giorni dall’eventuale esito positivo della valutazione (120 giorni se risiedi all’estero).

Inoltre, gli interessati non dovranno aver ricevuto negli ultimi tre anni altre agevolazioni nazionali per l’autoimprenditorialità. Ancora, i benefici non potranno essere richiesti da coloro che abbia già un rapporto di lavoro a tempo indeterminato o che siano titolari di altre attività di impresa in esercizio.

Per quanto riguarda i liberi professionisti, non dovranno risultare titolari di partita IVA, nei dodici mesi antecedenti alla presentazione della domanda, per lo svolgimento di un’attività analoga a quella per cui chiedono le agevolazioni, pertanto è confermata la linea di voler diversificare le attività professionali.

Potranno presentare richiesta di finanziamento le società, anche cooperative, le ditte individuali costituite successivamente alla data del 21 giugno 2017, o i team di persone che si costituiscono entro 60 giorni (o 120 se residenti all’estero) dopo l’esito positivo della valutazione.

Il finanziamento copre il 100% delle spese ammissibili ed è suddiviso in un contributo a fondo perduto pari al 35% dell’investimento complessivo e in un finanziamento bancario pari al 65% dell’investimento complessivo, garantito dal Fondo di Garanzia per le Pmi.

Tra le spese ammissibili rientrano quelle per la ristrutturazione o manutenzione straordinaria di beni immobili, per l’acquisto di impianti, macchinari, attrezzature e programmi informatici e per le principali voci di spesa utili all’avvio dell’attività.

Ma il puzzle delle norme per l’accesso ai contributi non è ancora ultimato: all’appello manca una circolare attuativa che rimetta in fila tutte le procedure per i beneficiari dei fondi.

Un ultimo tassello è infatti atteso per la metà di Settembre, quando il quadro dei finanziamenti per i professionisti e gli under 46 dovrebbe essere completato.

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