TRANSIZIONE 4.0 E MISE: NUOVO ASSETTO AL PIANO IMPRESA 4.0

L’attesa e già annunciata razionalizzazione e stabilizzazione delle agevolazioni fiscali del Piano Nazionale Impresa 4.0 sta ormai prendendo forma.

Il tavolo su “Transizione 4.0” fra Mise e associazioni rappresentanti il tessuto imprenditoriale italiano ha disegnato un nuovo assetto degli incentivi 4.0 con programmazione pluriennale, in grado di supportare le imprese verso una sempre maggiore transizione tecnologica che, coerentemente con le linee del D.D.L. di Bilancio 2020, premi da una parte la sostenibilità ambientale e dall’altra estenda la platea delle Pmi beneficiarie.

Lo schema del D.D.L. di Bilancio 2020 prevede lo stanziamento di risorse finanziarie per un ammontare complessivo di 7 miliardi di euro, destinate alla proroga annuale di iper ammortamento, super ammortamento, formazione 4.0, all’introduzione per gli anni 2020-2022 del credito d’imposta sull’economia circolare e alla prosecuzione per il periodo d’imposta 2020 del credito R&S.

Gli obiettivi della proposta del Mise in tema di “Transizione 4.0”, formulata a parità di risorse stanziate rispetto al D.D.L. di Bilancio 2020, sono essenzialmente i seguenti:

  • sostituire alla proroga annuale degli incentivi 4.0 in Legge di Bilancio una programmazione almeno triennale, che consentirebbe alle imprese una pianificazione gli investimenti di medio termine;
  • ampliare la platea delle imprese potenzialmente beneficiarie, incrementandola potenzialmente del 40% con aumento sensibile del numero di Pmi;
  • rafforzare gli incentivi in tema di competenze, economia circolare, software e sistemi I.T.;
  • ridurre le incertezze applicative semplificando la normativa.

L’obiettivo di incremento della platea di imprese destinatarie degli incentivi 4.0 sarà perseguito attraverso le seguenti modalità:

  • razionalizzazione e semplificazione dell’utilizzo degli strumenti da parte delle imprese mediante conversione dell’iper e del super ammortamento in un credito d’imposta a intensità crescente;
  • anticipazione del momento di fruizione del beneficio dal 1° gennaio dell’anno successivo all’investimento, con ricorso al meccanismo del credito d’imposta;
  • estensione del credito d’imposta R&S agli investimenti in innovazione e design, capisaldi del Made in Italy;
  • ampliamento dell’ambito applicativo oggettivo dell’iper ammortamento su beni immateriali dell’allegato B alla L. 232/2016 (c.d. Legge di Bilancio 2017), eliminando il vincolo di subordinazione all’investimento in un bene materiale rientrante nell’allegato A alla L. 232/2016.

 

 

 

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